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"…Così,
ove sarian bastati a gloriare una città i Moroni e i Salmezza,
i Fantoni e i Caniana, i Barzizza ed il Maj, vedemmo questa
gente che beve aria montana dar savj alla mitra, alla porpora,
al triregno e, ancor più, reliquie all’incenso degli altari;
dar prodi grandeggiati sui campi di battaglia, né poltriti sui
raccolti trofei; dar uomini laboriosi e svegli all’industria
ed al commercio; artisti di meccanica e d’architettura a
congegnar orologi, a lanciar campanili, a disegnare e costruir
le Chiese; di pittura, di scultura, di tarsia e fregiarle; e in
ciascun ramo di letteratura produrre uno stuolo di valorosi.
Eran frutti copiosi di men aspra stagione.”
Con queste brevi ma ricche osservazioni, conservate presso la biblioteca
A.Mai di Bergamo, un cronista dell’Ottocento (Brasca ),
descrive il carattere degli abitanti, ma soprattutto indica la
presenza di una straordinaria vivacità artistica-artigianale
presente in Valle Seriana. Una ricchezza di personaggi, di
artisti , di abili artigiani che hanno contribuito, lungo il
corso dei secoli, ad abbellire ed arricchire il patrimonio
artistico della Media Valle Seriana.
Un territorio ricco di numerose Chiese , Santuari e
d’importanti edifici civili ed industriali.
Percorreremo
un itinerario d’arte segnalandovi ; gli artisti, alcune delle
più espressive opere pittoriche, i principali edifici religiosi
e civili e tutta una serie di informazioni riguardanti l’arte
minore del nostro territorio.
Particolare
delle sacrestie della basilica – Alzano Lombardo
Artisti
- Chiese
- Santuari
- Arte
Sacra - Gli
Organi - Gli
Ex Voto - Arch.
Industriale - Arch.
Civile
PREMESSA
“Particolare
del portale d’ingresso della Basilica di San Martino –
Alzano Lombardo”
Iniziando
la panoramica delle principali stratificazioni culturali
presenti nella Media Valle Seriana, dobbiamo
in primo luogo prendere in considerazione, i grandi spazi
temporali che hanno maggiormente contribuito a quella
meravigliosa “ stratificazione
d’arte “ che oggi si presenta
percorrendo idealmente la valle del Serio.
Scarse
sono le testimonianze di epoche più lontane come quella romana
e longobarda, perché ciò che ci rimane è così poco che è
impossibile trarne delle considerazioni d’arte; inoltre quasi
niente è rimasto sul luogo. Ma anche l’Evo di mezzo non ha
lasciato molto; meglio sarebbe però dire, in quest’ultimo
caso, che i secoli che sono seguiti hanno proceduto con grande
disinvoltura a rinnovi radicali; sta di fatto che nulla è
rimasto, a parte qualche presenza d’architettura romanica , ad
esempio: la Chiesa di S. Benedetto ad Albino ( Frazione di
Abbazia) fondata dai Benedettini terminata nel 1136 (si conserva
integra nella struttura absidale), oppure qualche resto di
arredo conseguente, in genere di natura decorativo-scultorea:
capitelli, acquasantiere, qualche rilievo o qualche oggetto
liturgico, conservati principalmente nei musei di Arte Sacra di
Gandino e Alzano Lombardo. I secoli XIII e XIV sono
significativamente più rappresentati da edifici di carattere
civile, quali l’antica sede dell’ ”arengo
“ di Alzano (Palazzo della Ragione – porteghèt
), che si è conservata quasi intatta fino ai nostri giorni,
poi si realizzarono una serie di case-fortilizio, di cinte
murarie di torri e castelli, oggi in buona parte scomparsi o
semidistrutti, che hanno lasciato numerose tracce in quasi tutti
i centri storici dei principali comuni della Valle: Alzano
Lombardo, Vertova, Gandino, Ranica, Nese, Gazzaniga, Albino.
Per quanto concerne le tipologie figurative medioevali
perdurarono incontrastate per tutta la metà del secolo XV,
iniziando ad evolvere verso i canoni della Rinascenza nel
restante mezzo secolo. Con il Cinquecento appare netto il salto
di qualità, si volta veramente pagina. La Valle vive un clima
diverso: inizia per più di quattro secoli il dominio Veneziano,
dalla fine del ducato visconteo fino all’arrivo delle armate
napoleoniche. Furono per il territorio bergamasco quattrocento
anni di pace, ma soprattutto di sostanziale giustizia,
amministrata con la forza di regole civili ampiamente
rappresentative sia sul piano sociale e politico. La libertà
d’opinioni che aveva fatto grande la cultura veneziana nel
mondo, perciò trovò spazio e ospitalità il pensiero
innovativo, scientifico e filosofico dell’intera Europa, si
era manifestata anche nel rispetto e nella valorizzazione dei
territori annessi alla Repubblica Veneta. Se a Bergamo così
come in Valle Seriana ci fu quindi un Rinascimento lo si deve
certo a Venezia, ma anche la rinascenza veneziana sarebbe stata
altra cosa senza gli apporti continui di maestranze e di
artisti, pittori, scultori, ed architetti, che portavano a
Venezia le diverse culture, le diverse potenzialità, tecniche,
conoscenze. Da quest’interscambio la Valle Seriana n’esce
particolarmente favorita. Ma è con l’epopea barocca ,che la
Valle compie quel definitivo balzo nell’accettazione di uno
stile di un gusto che la rimodellerà in modo così profondo e
completo, tanto da ritenerla una delle più interessanti aree
del Barocco. Il secolo XVII, ma soprattutto il XVIII, porta a
compimento la riforma di quasi tutti gli edifici di culto
(processo iniziato con l’avvio della riforma cattolica nel
campo dell’arte sacra ) e l’adeguamento conseguente di tutto
il corredo relativo, tanto da renderlo più congeniale alle
nuove istanze religiose espresse dalla Chiesa ufficiale. Schiere
di artigiani ed artisti lavorano in questo clima di
rinnovamento spirituale ed artistico con un fervore e una
partecipazione tale da parte delle singole comunità. Si
reperiscono artisti, materiali ed opere anche da molto lontano,
ogni comunità vuole avere il meglio e non bada ad assumere
impegni, in opere di rifabbrica, alla quale attenderanno, a
volte, per decenni e decenni, intere generazioni, giungendo in
molti casi a risultati prestigiosissimi di completezza. Con la
caduta della Repubblica di S. Marco le stagioni d’arte che
seguono non portano molto di significativo in Valle. Dal
Neoclassicismo al Liberty nessuno dei molti movimenti artistici
che si sviluppano è in grado di modificare, o per lo meno
arricchire significativamente, il volto artistico della zona.
“Absidi
dell’abbazia di S. Benedetto – Abbazia (Albino)”
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