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ARTE SACRA |
I Polittici
Le PaleArredi Sacri
Ranica: Chiesa Parrocchiale dei Sette Fratelli Giovan Battista Moroni, Battesimo, l’Annunciazione e i santi Giacomo e Giovanni Evangelista. Il complesso è formato da cinque scomparti nella parte centrale è rappresentato il Battesimo del redentore. Si vede il Cristo a sinistra con la persona china e le mani incrociate al petto mentre riceve l’acqua battesimale da S. Giovanni. Il quadro a sinistra rappresenta S. Giacomo, entro una nicchia dipinta. Ha destra è dipinto S. Giovanni Evangelista. In alto a sinistra si vede un quadretto di piccole dimensioni che rappresenta l’Angelo Nunziante. In alto a destra un altro quadretto delle stesse dimensioni che rappresenta la Vergine rivolta di tre quarti verso l’Angelo. Tutti i cinque quadri del polittico hanno una gaia vivacità di colori e sono in perfetto stato di conservazione.
Alzano Lombardo : Frazione di Olera, Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo
“Il
Polittico di Olera – Alzano Lombardo”
Giovan Battista Cima da Conegliano, Polittico, 1489. Il complesso è formato da nove pannelli disposti in tre ordini intorno ad una nicchia contenente una statua lignea raffigurante S. Bartolomeo. Il pannello centrale rappresenta la Madonna col Bambino, i due pannelli laterali a sinistra raffigurano S. Girolamo e S. Caterina, mentre a destra possiamo ammirare S. Lucia e S. Francesco. I pannelli inferiori, a figura intera, rappresentano S. Sebastiano e S. Pietro a sinistra, S. Giovanni Battista e S. Rocco a destra. Lo stato di conservazione del polittico custodito nella parrocchiale di Olera può definirsi buono. Il dipinto è ancora racchiuso in una cornice originale intagliata e dorata, attribuita a manifattura veneziana, ed è stato ripulito e integrato in alcuni punti da Franco Steffanoni, in occasione della Mostra di Treviso del 1962 dedicata al Cima. Nel 1966 fu rimossa la tribuna marmorea dell’altare, consentendo una migliore valorizzazione del polittico.
Nembro: Chiesa di S. Sebastiano Antonio Marinoni, Polittico di S. Sebastiano, opera non datata, ma dovrebbe essere stata dipinta nel terzo decennio del cinquecento. Il Polittico, rilucente di ori nelle cornici e nei fondi, presenta nell’ordine superiore: S. Giovanni Battista, S. Maria Maddalena, Madonna col Bambino ed Angeli, S. Caterina d’Alessandria e S. Bartolomeo. Nell’ordine inferiore sono dipinti: S. Martino Vescovo, S. Rocco, S. Sebastiano, S. Cristoforo e S. Antonio Abate. Nella sottostante predella quattro Sante e undici Santi con al centro il Cristo benedicente.
Albino: Frazione di Desenzano al Serio, Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Antonio Marinoni, Polittico di S. Pietro, sec. XV, olio e oro su tavola, e legno policromato, cm. 340x285 ca. Il complesso raffigura nell’ordine inferiore i santi Giovanni Battista e Andrea, S. Pietro in cattedra (scultura) e i santi Paolo e Marco ( nei tondi i profeti Isacco ed Elia; nell’ordine superiore i santi Alessandro e Stefano, la Madonna in trono e i santi Lorenzo e Domenico (nei tondi i profeti Isaia ed Ezechiele); nella predella gli Apostoli. L’attribuzione ad Antonio Marinoni presuppone un largo intervento di bottega: per la scultura di S. Pietro si è anche fatto, senza una precisa motivazione, il nome dell’intagliatore Pietro Bussolo.
Fiorano al Serio : Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio Martire Giovan Battista Moroni, Polittico di S. Giorgio, 1575. L’opera fu dipinta ad olio su tela in sei pannelli; quello centrale rappresenta S. Giorgio a cavallo nell’atto di trafiggere il drago con a fianco una nobile donzella ; in quello della cimasa è dipinta la Vergine col Bambino; ai due lati in basso sono raffigurati S. Alessandro e S. Defendente; ai due lati in alto, S. Lucia e S. Apollonia. L’opera fu eseguita dal Moroni nel 1575 con un compenso di lire 400 ed una soma di frumento. Il Polittico durante il primo conflitto mondiale (1915-18) fu dal governo trasferito a Roma e venne consegnato il 18 luglio 1920 Fiorano al Serio. Nell’agosto 1946 fu restaurato da Arturo Cividini di Bergamo. Nel 1977 fu esposto a Bergamo ( Palazzo della Ragione ) in occasione della mostra dedicata al pittore albinese.
Alzano Lombardo: Museo della Basilica di S. Martino Scuola di Palma il Vecchio, S. Antonio abate tra S. Cristoforo e S. Nicola da Tolentino, databile al terzo decennio del Cinquecento. Dipinto che proviene dalla Chiesa di S. Pietro di Alzano Lombardo. S. Antonio al centro, è impostato con sicurezza spaziale, seduto in trono; con la mano destra benedice, con la mano sinistra tiene un ricco pastorale. Ai suoi piedi, su un gradino, sono dipinti un porcellino e due campanelle che fanno parte della sua iconografia. Ai lati, in posizione simmetrica, sono rappresentati: S. Cristoforo e S. Nicola da Tolentino. S. Cristoforo si appoggia ad un bastone e porta sulle spalle Gesù Bambino che, con la mano destra ripete il gesto benedicente e con la sinistra tiene il globo. S. Nicola da Tolentino ha in mano un libro e sorregge un crocifisso e un giglio. Lo sguardo è in contemplazione del Cristo in croce, nello sfondo un cielo azzurro velato da nuvole.
Nembro: Chiesa Parrocchiale di S. Nicola Maestro di Nembro, S. Agostino tra i Santi Stefano e Lorenzo, databile al terzo decennio del Cinquecento. L’opera su tavola centinata, è inserita in una cornice coeva in legno, con decori intagliati e dorati. Alla base di due colonnine laterali sono riconoscibili due stemmi nobiliari, quello di sinistra appartiene ai nobili Vitalba, signori locali. Al centro vi è S. Agostino, seduto su un trono elegantemente dipinto con motivi dorati, sostiene con la mano destra un libro aperto, nella sinistra tiene un bel pastorale. Dietro, a delimitare lo spazio, un drappo verde sostenuto da due putti contrasta con l’azzurro del cielo. In basso a sinistra si intravede un piccolo paesaggio con montagne ed alberi, sulla destra solo uno scorcio di alberi. A sinistra S. Stefano, ha una dalmatica damascata riccamente descritta nei particolari, un libro, la palma ed una pietra sul capo e sulla spalla, rispettivamente simbolo e strumenti del suo martirio. A destra S. Lorenzo ha la dalmatica rossa con riquadri dorati, un libro, la palma ed è ritto su una graticola, che simboleggia il suo martirio.
Alzano Lombardo : Basilica di S. Martino, Le Sagrestie Fantoniane Una significativa caratteristica della basilica di S. Martino è la presenza di tre sagrestie disposte a forma di “elle”, ognuna delle quali aveva una funzione particolare. La prima è riccamente arredata con mobili in legno di noce che imitano la facciata di una Chiesa. Sugli armadi centrali si trovano le statue lignee con S. Martino e S. Pietro, mentre su quelli laterali sono rappresentati i Dottori della Chiesa. Le figure sono accompagnate da angeli, cherubini e immagini simboliche; il complesso è opera di Grazioso Fantoni, padre di Andrea, e risale al 1679. Sopra la porta d’ingresso si trova il busto del benefattore Nicolò Valle. La seconda sagrestia, destinata ai soli sacerdoti, stupisce per la complessità decorativa: nella volta sono rappresentati ad affresco le Storie di Cristo del Cifrondi, i banconi di sagrestia sono opera di Andrea Fantoni e dei fratelli Donato, G. Bettino e Giovan Antonio, con la collaborazione di G. B. Caniana nelle tarsie. Sulla cimasa figure di martiri a tutto tondo, sono intervallate da ovali con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Ai lati dell’altare sono collocati due inginocchiatoi, anch’essi opera del Fantoni; pregevole la medaglia centrale di quello di destra con la Deposizione. Lungo le pareti laterali della terza sagrestia si trovano gli stalli intagliati e intarsiati opera di G. B. Caniana e della Figlia Caterina eseguiti nel 1694. Di particolare interesse sono le raffigurazioni degli ovali con animali esotici, farfalle, pappagalli, piante, fiori, giochi di bambini. Questa sagrestia forse serviva solo come luogo di riunione del clero locale. (Le sagrestie sono visitabili, cliccare nel sito dedicato ai Musei)
Alzano Lombardo: Basilica di S. Martino, Il Pulpito Fantoni-Caniana Delle molte opere d’arte presenti nella Basilica le più pregevoli e le più ammirate sono certamente le sacristie e il pulpito. Il pulpito, disegnato da G. Battista Caniana che vi compì anche alcun lavori di intarsio, è però dovuto per le opere più cospicue ad Andrea Fantoni e da lui prende il nome. Questo pulpito in opera nel 1713 svolge l’idea originalissima di una coppa, la coppa della sapienza che la predicazione della parola di Dio deve somministrare ai fedeli. Da un ristretto piedestallo su sei lati ineguali si innalza un tronco, pure su sei fianchi; ricoperti di marmo di vario colore il tronco si apre in una amplissima coppa, sorretta da quattro grandi cariatidi e ornata di statue, fregi e medaglie: il tutto in una vivace e armoniosa varietà di marmi pregiati. La parte di riquadratura venne eseguita da G. Manni che vi impiegò il diaspro, il verde antico, il brocatello, il pavonazzetto e il lapislazzuli, il nero di Solto e il portovenere. Le figure furono affidate ad Andrea Fantoni (1711). Ammirate le quattro grandi cariatidi che sorreggono la coppa, poste in attitudini diverse. Agli angolo del parapetto sorgono i quattro Dottori della Chiesa: Agostino, Gerolamo, Gregorio, Ambrogio, bellissimi anche gli Angeli a fianco della medaglia centrale, opera dei Manni. Le medaglie del parapetto – Davide e Golia, Mosè alla rupe, la Caduta di Gerico modellate da Andrea Fantoni e tradotte in marmo dai nipoti Grazioso e Francesco nel 1751. Il capocielo in legno laccato e dorato e il parapetto della scala pure in legno dorato sono dei Caniana. Le due conchiglie in marmo sopra le medaglie furono eseguite nel 1811 da Giosuè Meli. Gli intarsi nel marmo, di squisita fattura, vengono attribuiti ai Caniana e al Mocetti.
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