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CHIESE

 

Alzano Lombardo: La Basilica di S.Martino

Nembro: La Chiesa Arcipresbiterale Plebana di S.Martino di Tours

Nembro: La Chiesa di S.Maria Assunta in Borgo

Albino: Frazione di Abbazia, L’Abbazia di San Benedetto

Gandino: La Basilica di Santa Maria Assunta

Casnigo: Chiesa della SS. Trinità

Vertova: Chiesa di Santa Maria Assunta

Altre Chiese da visitare

 

 

 

 

Alzano Lombardo: La Basilica di S.Martino

 

Chiesa parrocchiale di Alzano Lombardo”

La Basilica di S.Martino, nel cuore del centro storico di Alzano Lombardo, è a tre navate, divise da robuste pilastrate e da 12 colonne abbinate. La volta centrale, divisa in tre campate, è ornata di stucchi. L’interno della Basilica, dal pavimento ai cornicioni, dalle colonne alle volte, è vario e maestoso, le cappelle (magnifica quella del Rosario, un piccolo tempio ricco di marmi e stucchi dorati, di affreschi e tele delle migliori firme) e gli altari sono di una ricchezza e bellezza singolari: i marmi,  le decorazioni , opere pittoriche di importanti artisti come : Tintoretto, Cavagna, Cappella, Palma il Giovane, Camuccini, Piazzetta, Appiani, Zucco, Raggi, Orelli, Cignaroli, Roncelli, Diotti, il Piccio. All’interno della Chiesa si può ammirare il pulpito, frutto della collaborazione dei Caniana e dei Fantoni. Annesse alla Basilica, le celebri tre sagrestie nate dalla stessa collaborazione, sono un esempio di scultura e tarsia in legno di rara maestria e potenza . La Basilica è fornita di suppellettili e arredi preziosi, raccolti nel vicino Museo della Basilica.

 

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Nembro: La Chiesa Arcipresbiterale Plebana di S.Martino di Tours

 “Chiesa parrocchiale di S. Martino di Tours (Nembro)”

Il primo documento certo che riguarda la Chiesa di Nembro, una tra le più illustri delle 12 pievi della diocesi di Bergamo, è una bolla di Papa Celestino III del 1194. Essa venne radicalmente ricostruita nel 1423. L’attuale edificio è del 1742, su progetto dell'arch. L. Luchini. Benedetta nel 1777 e successivamente consacrata col titolo di S. Martino di Tours nel 1790. La facciata fu eretta nel 1821 su progetto di G. Luchini. E’ una Chiesa stupenda per monumentale respiro architettonico e armonia spaziale. Poderosi pilastri reggono agili volte e archi sui quali , all’incrocio dell’ampio transetto, imposta la luminosa cupola ellissoidale. Altra cupola più ridotta esalta il presbiterio. Numerosi e di ottima fattura i dipinti.  Segnaliamo la pala dei Santi all’altare di S. Bonifacio, rara tavola di Antonio e Matteo de’ Zamaris (1490); un Battesimo di Gesù (1610); la Madonna del Rosario (1611) e il Crocifisso con i Santi Francesco e Bernardino (1621) di E. Salmeggia; una bella Pietà di C. Ceresa (1679); La Madonna in trono e S. Bernardino di G. Cotta (1689); le due grandi tele del presbiterio con scene bibliche di A. Cifrondi (1730); la pala dell’ancona centrale con la Vergine, il Bambino e Santi di G.A.Raggi (1792); due tele raffiguranti S. Giovanni evangelista e S. Andrea Avellino di M. Picenardi (c.1800); e la pala della Sacra Famiglia di P.Loverini (1898). Gli affreschi nei pennacchi e nelle tazze sono di G.Orelli (1760). Il neoclassico altare maggiore, in bianco apuano, verde di Varallo ed alabastro piemontese, fu realizzato su disegno di F.Peverelli (1826). All’altare lavorarono anche altri artisti ed altri artigiani argentatori. Le statue in marmo di S. Pietro e S. Paolo, dono dell’Arciprete Ronchetti, sono di F.Monti (1832). L’altare di S.Bonifacio fu disegnato da A.Cattò (1869); vi concorsero D. Barzaghi per le sculture, F. Bergametti per le tele laterali e G.Carnelli per l’affresco nella volta. Tra le sculture in legno segnaliamo le statue di S. Gaetano e di S. Girolamo di G. Sanz (1848). Gli stalli del coro, con tarsie di A. Francesco Caniana, sono di Giuseppe Alari (‘700) lo stesso che eseguì le porte e gli armadi della sagrestia. Notevoli anche la vasca battesimale (1610) e l’acquasantiera in marmi policromi (1614).  Numerosa è la presenza di preziosi arredi sacri, calici del ‘400 e parati liturgici che vanno dal ‘500 al ‘700.  L’antico organo di A. Bossi (1776), fu rinnovato nel 1862. Il campanile è del 1806 .

 

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Nembro: La Chiesa di S.Maria Assunta in Borgo

 

“Chiesa di S. Maria – Nembro”

 

La Chiesa si trova nella zona centrale del paese, nell’antica contrada di Borgo, una volta fortificata. Si sviluppa su una pianta rettangolare, lunga 24 metri circa e larga 12,da cui sporgono solamente l’abside, il campanile ed un piccolo ripostiglio. La copertura è sorretta da archi su cui appoggiano terziere, travetti, assito e manto in coppi. L’ingresso principale è situato a nord, in una facciata molto nuda ed austera, in corrispondenza di una piccola piazzetta lungo l’attuale via Mazzini. Il lato ovest della Chiesa, su cui risaltano i contrafforti degli archi interni, costeggia lo stretto vicolo di S.Maria, mentre a sud l’abside confina con un giardino. Il lato est dell’edificio, su cui si apre il secondo ingresso, si affaccia parzialmente lungo via Mazzini. La sagrestia, che anticamente occupava gran parte del fabbricato dei viceparroci, è attualmente ridotta ad una stanza ricavata nell’edificio, ora ristrutturato, e vi si accede dal presbiterio della Chiesa. Dalla sagrestia si accede anche al campanile (eretto nel 1479). La Chiesa è realizzata con materiali diversi: blocchi in pietra squadrata per le parti più esposte e sollecitate; mattoni per i bordi delle finestre e per i pilastrini che esternamente contornano l’abside; ciottoli di fiume “borlanti” disposti a lisca di pesce per le restanti parti di muratura. Le facciate nord e nord-est sono parzialmente intonacate, mentre le rimanenti facciate mostrano la pietra lasciata a nudo. L’Interno della Chiesa è quasi interamente rivestito da affreschi, la maggior parte del XV secolo, che in alcuni punti si sovrappongono per due anche per tre strati. La scoperta di questi affreschi è recente (1964). Essi costituiscono, la totalità delle testimonianze di un’attività artistica che, nella seconda metà del secolo XV, dovette essere tra le più vitali della Bassa Valle Seriana.  Gli affreschi si dispongono, pur nel loro carattere votivo con una concatenazione di date e con una dialettica interna così stringenti da consentire la lettura ravvicinata del concreto formarsi di una cultura, provinciale ma ben definita. Ci sono inoltre tre altari: l’altare maggiore più due laterali, due cantorie del 1760 ed un pulpito, da cui la tradizione vuole abbia predicato S.Bernardino. Sul portale d’ingresso pare di leggere la data 1258, ma lo storico Ronchetti, vi ha sempre letto 1058. E’ stata anche avanzata l’ipotesi che il nucleo primitivo della Chiesa risalga all’epoca longobarda o ai primi anni di quella franca dell’ VIII secolo. Attualmente la Chiesa, pur essendo regolarmente aperta al pubblico, è usata molto raramente per funzioni religiose, che vengono svolte nella vicina Chiesa parrocchiale di S.Martino.

 

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Albino: Frazione di Abbazia, L’Abbazia di San Benedetto

 

“Chiesa parrocchiale di Abbazia – Abbazia (Albino)”

 

Nell’atto di fondazione dell’Abbazia, dell’aprile 1136, la Chiesa è detta già costruita. Di quell’edificio restano ora solo due delle tre absidi originarie ed il transetto, poi suddiviso in tre vani: il coro e la cappella del SS. Redentore a sinistra. Una radicale ricostruzione avvenne nella seconda metà del XIII secolo, in un momento di particolare floridezza dell’Abbazia, che andava espandendo il proprio patrimonio anche nella pianura bergamasca. Negli anni 1519 e 1616 subì profonde alterazioni. Dopo la costituzione della parrocchia (1831) gran parte della Chiesa fu demolita per realizzare un edificio più grande e dall’impianto più comune: tre navate, scandite da due coppie di pilastri e coperte da volte. I lavori furono ultimati nel 1850. La facciata attuale fu realizzata solo nel 1910, applicando un rivestimento di pietre squadrate, con l’intento di ripristinare quella che si credeva la fisionomia originaria della Chiesa. Con lo stesso obiettivo furono ricostruite le finestre e le coperture delle absidi; all’interno furono riaperti gli arconi dell’antico transetto. Anche le decorazioni interne furono asportate, per mettere in luce pilastri, archi e costoloni delle volte. L’altare maggiore, opera di C.Paleni (1944), è notevole per la presenza del ciborio, dei robusti rilievi di marmo rosso venato e dagli sbalzi in rame argentato. Tra le opere più interessanti all’interno della Chiesa, segnaliamo:  la Sacra Famiglia attribuita ad A.Cifrondi (1656-1730), collocata nel centro della navata sinistra, una Deposizione di autore ignoto seicentesca, la Madonna Addolorata di G.Carnelli (1859). Degne di nota, tra i pochi arredi di pregio, un Crocifisso ligneo del ‘600, una “pace “ d’argento dorato del ‘4-‘500, e la settecentesca copertura di un evangeliario, in velluto rosso e guarnizioni d’argento. Il campanile fu eretto nel 1850, ed a un concerto di cinque campane.

L’Edificio Monastico  

E’ possibile che, in origine le strutture del monastero fossero in gran parte di legno, e che nuovi edifici in muratura siano stati realizzati un po’ alla volta, compatibilmente con la disponibilità di mezzi della comunità monastica. Nel XIII-XIV secolo vi erano almeno due chiostri, definiti uno “interno” e l’altro “esterno”. Oltre ad alcune strutture rustiche, come il granaio, l’edificio del torchio, il portico affacciato sull’aia, il solo ambiente del monastero frequentemente ricordato nei documenti è la sala capitolare, ove i monaci si riunivano per compiere gli atti più importanti. Le sole strutture medievali ancora visibili sono un tratto di muratura con portale ad arco, sul lato orientale del chiostro, ed un altro portale rimontato sul prospetto esterno, che per le tecniche costruttive possono essere datati all’inizio del XIV secolo; altre sezioni del fabbricato sono state modificate in tempi successivi. Nel Quattrocento, quando la comunità monastica si era ormai dissolta, venne realizzato un nuovo chiostro accostato al lato meridionale della Chiesa: al piano terra, colonne di marmo locale con archi in laterizio, rivestiti di intonaco affrescato, e al piano superiore una loggia con montanti in legno. Il lato settentrionale venne demolito a metà Ottocento, per l’ampliamento della Chiesa, e in seguito, verso la fine del secolo, venne demolito anche il lato occidentale; del chiostro restano così oggi due lati soltanto. Le colonne recuperate dalle demolizioni vennero utilizzate negli anni Venti per il rifacimento della loggia. Nel 1910 venne ricostruito anche un tratto del lato orientale del monastero, verso l’esterno, legandolo alla muratura antica della Chiesa ed inserendovi finestre simili a quelle poste nella nuova facciata stessa. Altri significativi rifacimenti di alcuni corpi delle costruzioni attorno al chiostro vennero condotti dall’ing. Luigi Angelini tra il 1916 e il 1920, in occasione della ristrutturazione della casa parrocchiale.

 

“Il monastero di S. Benedetto – Abbazia (Albino)”  

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Gandino: La Basilica di Santa Maria Assunta

 

“La Basilica di Gandino”

L’esistenza di una Chiesa a Gandino è annunciata in un documento del 1181. Venne ricostruita nel 1420 e ampliata nel 1469. Negli anni successivi l’edificio fu oggetto di continue innovazioni e fu arricchito con opere d’arte. Una radicale trasformazione ebbe inizio nel 1623 e si concluse nel 1677, anno in cui fu completato il campanile. Fu consacrata, dedicandola a S.Maria assunta il 13 settembre 1654. Il 17 maggio 1911 il Papa Pio X la elevava a Basilica Minore. La Chiesa, esternamente ed internamente, si presenta come una massa poderosa. E’ un succedersi armonico di linee, contrafforti e cornici in stile barocco, che la rendono di grande effetto. La cupola, alta mt.25, è stata decorata nel 1681 da G.B.Lambranciis. E’ un gioco di prospettiva molto attraente, secondo lo stile del tempo. Le lesene e gli archi sotto il cornicione furono decorati alla fine del sec. XIX da G.Rota e A.Maironi, togliendo gli stucchi neoclassici già esistenti. Importanti le opere presenti; nel fondo della Basilica , Il diluvio universale (1718) di P.Zimegnoli. Sopra la porta laterale destra, L’Adorazione dei Magi (1716) di S.Prunati. Sopra la porta laterale sinistra, Il riposo durante la Fuga in Egitto (1715) di A.Balestra. Sotto la volta della cappella della Madonna della Cintura, Giuditta e Olofene (1897) di P.Loverini, Sotto la volta della cappella di S.Giovanni Battista, La decollazione di S.Giovanni Battista (1897) di P.Loverini. Sotto la volta della cappella di S.Pietro, La Samaritana al Pozzo (1734-35) di G.Ceruti detto “il Pitochetto”. Sotto la volta della cappella dei SS. Martiri Patroni, l’episodio “ Noli me tangere “ (1734-35) di Giacomo Ceruti. Sotto il cornicione ventotto pennacchi con Profeti (1734-39) di G.Ceruti. I quattro confessionali, collocati in fondo alla Basilica sono disegnati da G.B.Caniana (1721). I Fantoni hanno scolpito le cariatidi. La Chiesa è composta da 10 altari e l’Altare Maggiore, ai lati due grandi quadri che rappresentano la Nascita e la Morte della Vergine Maria, opere di G.Ceruti (1734). La Raggiera dell’altare Maggiore in legno dorato, opera del sec. XVIII (1779-91) dei fratelli Antonio e Gian Battista Caniana. L’apparato comprende la “ragia” e le “piramidi”, una serie  di volte in legno che sormontano l’altare e sorreggono centinaia di candele. L’apparato viene montato ogni anno in occasione della solennità del Triduo dei Morti la seconda domenica di Quaresima. Le porte esterne della Basilica sono state eseguite da Antonio Cavalieri nel 1711. La Basilica è fornita di suppellettili e arredi preziosi, raccolti nel vicino Museo della Basilica.

 

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Casnigo: Chiesa della SS. Trinità

 

“Chiesa della Trinità – Casnigo”

La Chiesa si può raggiungere dalla strada carrozzabile che parte dal comune di Casnigo, in pochi minuti si raggiunge un ampio parcheggio proprio alle spalle del Santuario. La Chiesa è in stile romanico originariamente destinata ai pellegrini. E’ preceduta da un portichetto con colonnine in pietra locale “crespone” del ‘400. Sulle pareti e sulle vele della volta tracce di affreschi del ‘500 e del ‘700. Attraverso la porta con ritti e trave in pietra ( i ritti portano scolpite due faccine in luce del ‘300) si entra nella Chiesa che si allunga in due parti nettamente distinte. La prima navata stretta e bassa è la più antica (sec. XIV). Tre archi a sesto acuto in pietra, portanti i travi in legno sui quali poggiano i fondelli in cotto, dividono questa navata in tre campate. Lungo le pareti si ammirano affreschi votivi cinquecenteschi ben conservati, raffiguranti prevalentemente la SS.Trinità. A destra sotto il primo arco una pila in pietra con incorporata una cassetta in ferro per le elemosine: molto antica, forse del ‘300. Nella parete di sinistra della terza campata c’è l’apertura di  una finestra bifora con grata in ferro battuto, attraverso la quale si vede il Presepe e Adorazione dei Magi, cinque statue in terracotta policroma del ‘500 ( arte toscana o emiliana ? ) di notevole interesse. Esse raffigurano la Madonna che tiene sulle ginocchia il Bambino Gesù, S.Giuseppe e tre Magi. Di epoca posteriore (sec.  XVI) la seconda parte della navata dove si allarga e si innalza rispetto a quella più antica, imitandola negli archi in pietra a sesto acuto e nel soffitto in travi e cotti. Nella seconda campata l’organo settecentesco, incassato in un mobile di legno e la cantoria con cariatidi scolpite: artigianato locale. Grande affresco (mq.39) sull’arco trionfale del presbiterio a tutto sesto, raffigurante il Giudizio Universale , scenograficamente molto bello. Viene attribuito a Simone Baschenis ( fine del ‘500 o principio del ‘600 ). Pulito e restaurato dal pittore Benigni Antonio, presenta un rifacimento nella parte di destra per deterioramento dovuto a infiltrazioni d’acqua. Ai due lati, sotto l’affresco, si notano due ancone in stucco stile barocco; quella di sinistra è datata 1611 e contiene una tela raffigurante L’Annunciazione, attribuita al Carpinone. Quella di destra contiene una tela raffigurante in alto la Trinità e sotto S.Carlo, S.Marco e S.Giovanni Battista, opera di Francesco Zucco (1612). Nelle lunette della volta del presbiterio sono affrescate scene della Passione; nelle vele gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa abbinati; al centro della volta la Trinità e l’Incoronazione della Vergine ( sec.XVII). Alle pareti del presbiterio, un bel coro in legno di noce intagliato a fiorami e con putti in rilievo: opera di artigianato locale del ‘600. Al centro del presbiterio, collocato sopra il dossale dell’altare settecentesco in scagliola, si trova il polittico su tavola del ‘500 attribuito a Bernardino da Fossano. Sotto la mensa dell’altare sono custoditi preziosi reliquiari del ‘500 e ‘600.

 

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Vertova: Chiesa di Santa Maria Assunta

 

“Chiesa parrocchiale di Vertova”

Già segnalata nel 1277, e descritta in documenti del ‘600 come “ molto bella e maestosamente costrutta”, l’antica e insigne Chiesa venne quasi totalmente rifatta dal 1690 al 1707 su progetto di G.B.Quadrio. Essa fu insignita del titolo di prepositurale dal card. P.Prilui l’11 agosto 1710  e la sua consacrazione seguì assai più tardi, il 13 agosto 1949, per mano del vescovo A.Bernareggi che, confermandole l’antico titolo di S.Maria Assunta. La severità delle strutture esterne riceve romantica suggestione dalla esaltante preminenza del luogo e dal ritmo  spigliato di un capace portico che l’avvolge su due lati con andamento irregolare. All’interno, di recente rinnovato nelle tinte e negli stucchi, i notevoli pregi architettonici sono in parte frustrati da una decorazione invadente e pretenziosa, che nuoce anche allo splendore degli altari. Stupendo tra tutti quello del SS.Rosario, disegnato dall’arch. G.B.Caniana (1708) ed eseguito da D.Corbarelli con la collaborazione dei Manni e di Andrea Fantoni, del quale sono le sculture. L’altare maggiore è pure dei Manni, Giacomo e Giovanni Andrea (1810), ma nel 1940 la sua purezza neoclassica fu “adornata” con bronzi di G.Siccardi. Di interessante livello le opere pittoriche presenti. La Pala della Madonna con Bambino e Santi di E.Salmeggia (1611). La pala centrale dell’Assunta, entro ancona di stucco con statue attribuite ad A.M. Pirovano (‘700), è di D.Carpinoni (1632); le tele della Discesa dello Spirito Santo e dell’Ultima Cena appese ai lati del presbiterio sono rispettivamente di L.Dorigny (1708) e di G.Lazzarini (1716). La pala della Pietà, pezzo forte di scuola veneta del primo ‘600. La pala del Suffragio è di Giuseppe e Vincenzo Angelo Orelli (c.1774). L’affresco dei due Ciechi sulla porta maggiore è di C.Bellosio (1829). Nella nuova sagrestia, realizzata con elegante “cupoletta” ottagonale su progetto dell’arch. L.Angelini (1928), accanto tele d’ignoti autori emergono un raro S.Marco in cattedra di G.Galizzi (1574) e l’Incoronazione di Spine di P.Ronzelli (1621). I numerosi affreschi moderni e l’esuberante decorazione sono rispettivamente di L.Morgari e di A.Secchi (1896-1900). Del Morgari anche la Via Crucis ad olio su rame. Importanti artisti anche per le sculture e gli intagli. Di A.Fantoni il grande Crocifisso (1725), il Risorto (1726), e il macabro paliotto dell’altare dei Morti; pure fantoniani le cantorie e il pulpito. Gli stalli del coro sono di G.B.Caniana (1704) con le cariatidi di Andrea Fantoni e le medaglie in terracotta di D.Bianchi. Pregevoli e ricchi gli arredi sacri: reliquiari, ostensori, candelieri e parati che vanno dal ‘500 all’800. L’organo è un Serassi (1808). Il pittoresco campanile fu sopraelevato nel 1710, con elegante cella classica in pietra viva.

 

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Altre Chiese da visitare :

Albino: Chiesa di S.Giuliano (1807), Chiesa di S.Bartolomeo (c.1336), Fraz. Di Desenzano al Serio Chiesa Parrocchiale di S.Pietro,   Fraz. di Vall’Alta Chiesa Parrocchiale di S.Maria Assunta e S.Giacomo Maggiore apostolo (1759). Alzano Lombardo: Nese  Chiesa  Parrocchiale di S.Giorgio  (sec.XVI ), Fraz. di Burro Chiesa di S.Bernardino (1524), Fraz. di Olera Chiesa Parrocchiale di S.Bartolomeo (sec.XV), attigua alla Chiesa si affaccia la Chiesa della Trinità o Chiesa dei Morti. Aviatico: la Chiesa Parrocchiale di S.Giovanni Battista (c.1760-1775). Casnigo: Chiesa Parrocchiale di S.Giovanni Battista (1618). Cazzano S.Andrea:  Chiesa Parrocchiale di S.Andrea (c.1620). Cene:  Chiesa Parrocchiale di S.Zenone (1749), Chiesa dell’Annunciazione (1700). Fiorano al Serio al Serio: Chiesa Parrocchiale Di S.Giorgio (sec.XV ). Gandino: Chiesa di S.Croce (c.1436), Chiesa di S.Giuseppe (1521-1523), Chiesa di S.Maria o del Suffragio (c.1683), Chiesa di S.Carlo (1621). Gazzaniga: Chiesa Parrocchiale di S.Maria Assunta (1457), Fraz.di Orezzo Chiesa Parrocchiale della SS.Trinità (1585-1604). Leffe: Chiesa Parrocchiale di S.Michele Arcangelo (1597), Chiesa di S.Martino( già citata negli statuti del 1263, ricostruita nel 1636), Chiesa di S.Rocco (1585). Nembro: Chiesa e Convento di S.Nicola (sec.XV) . Peia : Chiesa Parrocchiale di S.Antonio di Padova (1429). Pradalunga: Chiesa Parrocchiale dei Santi Cristoforo e Vincenzo (1734). Ranica: Chiesa Parrocchiale dei Santi Sette Fratelli martiri e della loro madre S.Felicita (1782). Selvino: Chiesa Parrocchiale dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo il minore (1861). Vertova: Chiesa di S.Lorenzo sec.(XIV). Villa di Serio: Chiesa Parrocchiale di S.Stefano proto-martire (1764).

 

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