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ARRAMPICARE A VALGUA

 

CENNI SULL'AMBIENTE DI VALGUA

La "forra" di Valgua è un ambiente di grande interesse paesaggistico, con strapiombi di 30-40 m. che creano una stretta valle nella quale scorre un corso d'acqua a regime torrentizio.

Il fondo della forra è caratterizzato da forte umidità atmosferica e ampia variabilità edafica che alterna zone con buona disponibilità idrica ad altre aride. Nelle prime s'insedia il tiglio, sempre accompagnato dall'acero di monte e dal frassino maggiore (aceri-tiglieto); nelle seconde si affermano formazioni forestali in cui dominano alternativamente carpino nero ed orniello (orno-ostrieto) e in cui si conserva una buona presenza di tiglio. Non si tratta di boschi veri e propri, bensì di lembi di formazioni differenti che si alternano vicendevolmente anche nel giro di poche decine di metri in relazione alla micromorfologia locale. Questa situazione appare stabile e di conseguenza la vegetazione esistente ha notevoli caratteri di persistenza.

Le balze rocciose intorno alla forra sono caratterizzate da pendenze elevate e da una morfologia molto aspra. Il substrato geologico è costituito da Dolomia Principale, è estremamente compatto e poco alterabile, di conseguenza il suolo che si forma (rendzina) è sottile, primitivo, senza possibilità di evoluzione e crea condizioni di scarsissima fertilità stazionale. Le formazioni ospitate in questi ambienti hanno indice di copertura molto basso, spesso portamento arbustivo e elevata stabilità. Sono ambienti riconducibili al così detto "paesaggio della Dolomia Principale" costituito da praterie continue a dominanza di Sesleria coerulea e Molinia coerulea su cui si insediano arbusteti (orno-ostrieto primitivo di rupe) più o meno radi caratterizzati dalla presenza di carpino nero, pero corvino, orniello, nocciolo, viburno lantana, erica carnicina, salici, prunello, citiso purpureo, citiso a foglie sessili, frangola...

Le caratteristiche naturali di "Valgua" rendono questo ambiente particolarmente interessante, nel contempo i delicati equilibri che lo regolano devono suggerire al visitatore un approccio ai luoghi attento e rispettoso.

 

 

BREVE STORIA DI VALGUA

Le prime esplorazioni delle pareti risalgono al 1970, quando Renzino Carrara e soci muovono i primi passi. In seguito le "sperimentazioni" seguirono con Maurizio "Forno" Rota e soci vari di Albino, nonché da alpinisti Nembresi con Ennio Spiranelli & Co.

Tutto continuò fino ai primi anni '80. In seguito l'evoluzione dei materiali e del pensiero, forse anche delle "mode", focalizzò le attenzioni verso terreni più "liberi". Pareti di roccia solida dove si poteva salire sfruttando solo gli appigli naturali.

Negli anni '90, sfruttati i terreni naturali disponibili, furono valorizzate nuove pareti, solo dopo un'accurata e notevole opera di giardinaggio e pulizia.

Andrea Gelfi con Claudio Panna e Giovanni Noris Chiorda iniziarono così ad attrezzare il settore chiamato poi Valguasia. Pulisci di qui e buca di là, sistema di su e taglia di giù, la combriccola lavorò meglio di una squadra di castori, dando forma alla perla di Valgua.

Nel frattempo un folto gruppo di Nembro (Manenti, Gritti, Rocchetti, Mangili) diretto dal mitico "Lento", eclettico attrezzatore verticale, al secolo Mauro Valoti, scopre e crea con un impegno e un lavoro bestiale i settori Minolandia, Lentasia e il Fungo.

Nel '96 entra in scena il gruppo ClimBerg, con Stefano Codazzi e Fabrizio Cornolti alla regia: con pazienza e sudore si porta alla luce il settore Lo Scoglio.

Nel '99 in valle vi è la possibilità di arrampicare su 5 falesie, ma il tempo passa e i materiali si logorano. Nel 1999-2000 S. Codazzi, A. Piantoni, M. Marchesi e F. Cornolti con l'aiuto di una colletta tra i frequentatori del verticale e un contributo del CAI Albino, ripuliscono e richiodano integralmente con fittoni resinati la falesia di Minolandia, attrezzando quattro tiri nuovi. Nello stesso anno il gruppo ripulisce i sentieri di accesso e posa nuove bacheche.

Il resto è storia recente: la Comunità Montana Valle Seriana stende un progetto di valorizzazione e messa in sicurezza delle falesie di Valgua, con la collaborazione dei gruppi attivi sul territorio: CAI di Albino e Gruppo ClimBerg.

Come primo lavoro viene richiodata integralmente Lentasia dalle Guide Alpine Roberto Piantoni e Yuri Parimbelli, in seguito Codazzi & Co. attrezzano quattro nuovi itinerari e sistemano l'accesso. I ClimBerg hanno continuato poi il lavoro di maquillage sulle altre strutture, ripulendo le basi, sistemando gli accessi, disgaggiando, richiodando ed aprendo nuovi itinerari.

In futuro si provvederà anche alla risistemazione del Fungo, per ora buone arrampicate a tutti.

 

 

Come arrivarci

Da Bergamo risalire la Valle Seriana lungo la SP 35. Giunti ad Albino, svoltare a sinistra (indicazioni per Bondo Petello e funivia per Selvino). Dal piazzale della funivia proseguire lungo via Andrea d'Albino, sin dove sulla sinistra inizia via Valga.

Dal parcheggio, nei pressi dell'area di sosta attrezzata, imboccare il sentiero di fondovalle, che conduce sino ad Amora frazione di Aviatico, lungo il quale si troveranno le indicazioni per raggiungere i singoli settori.

Il sentiero di fondovalle e le rispettive tracce di accesso ai fini escursionistici sono da considerarsi per escursionisti esperti, visto l'esposizione di alcuni tratti.

Oltre la deviazione per Valguasia, il sentiero si riduce ad un'esile traccia segnata con bolli e frecce rosse.

 

VALGUA è un ambiente unico sia per chi arrampica che per gli amanti della natura, quindi sta a tutti noi rispettarlo e non abusarne. Utilizzate correttamente le aree a parcheggio e l'area di sosta, non abbandonate rifiuti, non raccogliete nulla e non disturbate gli animali che ci vivono. Qui c'è posto per tutti purché tutti siano educati.

 

Con la collaborazione di: CAI Sezione di Albino e Gruppo ClimBerg

 

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