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ESCURSIONI E SENTIERI

 

Alcuni consigli per l'escursionista :

Informati a fondo prima e durante la visita

Indossa indumenti e calzature idonei alle escursioni da evitarsi comunque in caso di maltempo

Presta attenzione alla segnaletica di orientamento e di avvertimento ed attieniti alle indicazioni

Durante una escursione cerca di comportarti nel modo più “ecologico” possibile.

Lungo i sentieri, le mulattiere, nei prati e nei boschi è consentito solo il transito a piedi

Percorri i sentieri rimanendo lungo i tracciati segnati.

Non raccogliere fiori, non spezzare rami o incidere tronchi. Non accendere fuochi.

Non portare con te radioline.

Se hai la fortuna di osservare gli animali selvatici, non schiamazzare, non inseguirli. Riporta a valle i rifiuti, anche quelli che hanno abbandonato gli altri.

Rispetta le strutture che sono state realizzate per rendere più piacevole ed istruttiva la tua visita; contribuisci anche tu con le tue idee a migliorare questo servizio.

Grazie 

Scegli il numero del sentiero che stai cercando :

 

SENTIERO N° 509

 

Villa di Serio – Passo del Cagnolo - Monte Bastia o Gavarno

Tempi di percorrenza : totale h 1,40

Villa di Serio (330 m.) – Passo del Cagnolo (410 m) h 0,30

Passo del Cagnolo – Tribulina del Gavarno (325 m.) h 0,40

Passo del Cagnolo – Monte Bastia (462 m.) h 0,30

Il sentiero, denominato Carrezzola, è un’antica ,mulattiera che interessa la zona collinare posta a N-E del centro abitato di Villa di Serio. La mulattiera collega la strada di fondovalle, delimitata dal torrente Capla, con il Passo del Cagnolo situato a cavallo delle colline di Villa di Serio e Scanzorosciate, punto di confine tra i due Comuni. La mulattiera si stacca dal fondovalle presso la Cascina Artifoni, sale dolcemente e si addentra nel bosco ceduo passando a monte delle cascine Fontana e Frana, per giungere al passo del Cagnolo. Nella sella del Cagnolo la mulattiera incrocia il sentiero di crinale, che verso ovest giunge al Colle Bastia e verso alla Tribulina del Gavarno, dove incrocia il sentiero n° 513.


SENTIERO N° 510 

Albino – Stalla di Cura – Forcella

Tempi percorrenza: totale h 2,00

Albino (323) – Stalla (863) h 1,30

Stalla di Cura – Santuario della Forcella (627)h 0,30

La partenza è sita in Comune di Albino, nei pressi del ponte romantico sul fiume Serio, da dove si imbocca la via Monte Cura ed al termine dell’asfalto si prende, sulla destra, il sentiero che si snoda in un fitto bosco di latifoglie. Il tracciato prosegue nel bosco fino ad un capanno di appostamento per la caccia dove piega verso sud-ovest, passando presso il rudere della vecchia “polveriera”. Oltre, il sentiero si inerpica lungo la costa fin sopra le cave Italcementi, facendosi sempre più ripido. Raggiunto sulla costa lo spiazzo di un capanno di caccia si sale al Prato di Cura, un ampio maggengo lasciato a pascolo al cui la vecchia baita domina la bassa valle Seriana. Passando a margine del pascolo si sbocca verso ovest che scende verso Pradalunga, e che attraversa boschi di castagni e ampi prati disseminati di “caselle” fino alla Valle Sbardellata, sul piazzale ricavato dagli scarti del pietrame delle cave è cessato da qualche decennio, ma vanta una ricca storia documentata fin dall’epoca romana. Da qui lungo la strada asfaltata si è in breve al Santuario della forcella.  


SENTIERO N° 511

 

Albino – Fonteno – S. Maria di Misma

Tempi di percorrenza : totale h 2,30

Albino (323) – Fonteno (747) h 1,30

Fonteno – S. Maria di Misma (823) h 1

Dal ponte romanico di Albino si imbocca la Via Monte Cura e si prosegue lungo il sentiero che con pendenze costante sale al luogo che ricorda la Beata Morosini, oggi meta di pellegrinaggi, attraversando un fitto bosco di vecchi castagni da frutto abbandonati.

Quindi si passa a monte della località Cedrina e, fra tratti di bosco ed appezzamenti di prato, si giunge alla località Fonteno.

Dai vasti maggenghi di Fonteno si apre un’ampia panoramica sulla Valle del Luio.

Si prosegue su strada sterrata dentro un bosco ceduo verso la Cascina della Corna nei cui pressi affiorano marne nere fossilifere del Retico e da qui si raggiunge il crinale, dove ci si raccorda con il sentiero n° 513.

In direzione ovest, dopo aver superato alcuni capanni per la caccia, si scende a S. Maria di Misma.


SENTIERO N° 512

 

Vall’Alta – Altino

Tempi di percorrenza : totale h 1,20

Vall’Alta (426) – Quota (675) h 0,50

Quota (675) – Santuario (841) h 0,30

Il tracciato dell’antica mulattiera si sviluppa a monte del cimitero di Vall’Alta, inizialmente fiancheggia una serie di “ronchi” (terrazzamenti) sui quali, fino al secondo dopoguerra, si coltivano frumento, granturco patate e vite. Ci si addentra quindi nel bosco che ricopre questo versante, che annovera la presenza di una fauna tipica, soprattutto avicola. La mulattiera collega i maggenghi e le caselle del Monte Altino e veniva percorsa sia con il bestiame che saliva al pascolo che per trasportare al paese i prodotti della montagna. Il carattere devozionale che contraddistingue questo percorso, in passato frequentato da pellegrini, è testimoniato dalle tre tribuline dedicate alla Madonna di Altino, alla Madonna Immacolata di Lourdes (“ol trebulì grant”). A quota 675 m. si raggiunge la strada asfaltata che proviene da Colle Sfanino: da qui si gode un ampio panorama sulla bassa Valle Seriana. Duecento metri più avanti si imbocca a sinistra un sentiero pianeggiante che, attraverso un fitto bosco, conduce alla Fonte Canale, una modesta sorgente dentro un vallone; quindi, attraverso alcuni maggenghi che si aprono sulla Valle rossa, fiancheggiati da vecchi castagni, si raggiunge il Santuario di Altino. Il Santuario, che risale al XVI° secolo, conserva una tela del Caravaggio raffigurante la discesa dello Spirito Santo e ricorda una apparizione miracolosa della Madonna avvenuta nel 1496 quando fece sgorgare una sorgente, a cui ci si può dissetare, sul lato est del Santuario.

Variante del Sentiero N°512    

        

Tempi di percorrenza: totale h 2,00

Colzine (436) – Mòrc di Frosch (544) h 0,30

Mòrc di Frosch – Santuario (841) h 1,10

Santuario – Pracc (754) h 0,20

Questa variante, unita al precedente sentiero, permette di compiere il periplo del Monte Altino.

Partendo dal nucleo di Colzine, situato ed est di Vall’Alta, si prende la strada che sale ripida fino al serbatoio dell’acquedotto comunale, quindi si procede sullo sterrato al di sopra dei prati terrazzati, con ampia vista sulla valle del Luio fino alla chiesetta dei “Mòrc di Frosch”, antica santella eretta nel XV° secolo sul luogo di sepoltura dei morti di peste ed ampliata dagli Alpini come santuario votivo dei caduti in guerra. Poco più avanti il sentiero sulla sinistra porta alla vecchia mulattiera di Gromba, che si snoda a tornanti lungo il pascolo boscato con presenza di roverelle e capanni di appostamento della caccia, fino nei pressi di una bella “casella” seicentesca. Da qui, sulla destra, si dirama un sentiero che porta dopo 50 metri alla fonte “Le Cisterne” e prosegue passando in prossimità di altre tipiche “Caselle” fino ai “Pracc Molècc”, un verdeggiante maggengo che ricopre la sella del monte affacciandosi sia sulla Valle Rossa che sulla Valle del Luio. Dalla “casella” seicentesca proseguendo invece lungo la costa del monte, lungo la vecchia recinzione, si attraversa un pascolo magro con rade betulle, in cui fioriscono le genziane e crescono i funghi. Quindi si prende il sentiero che si dirige verso ovest e mantenendosi in quota in un bosco di faggi e castagni, contorna il monte fino sul versante della Valle Rossa sboccando nei pressi del Santuario di Altino.

Da qui, lungo la strada asfaltata che si snoda in un fitto bosco, si arriva ai “Pracc Mòlecc” punto di raccordo con il sentiero n° 513 e 541.  


SENTIERO N°513

 

Tribulina del Gavarno – Valle Rossa - Monticelli

Tempi di percorrenza: totale h 7,20

Tribulina (334) – Predale (680) h 1,00

Predale – Sella Monte Bastia (790) h 0,30

Sella Monte bastia – S. Maria di Misma (823) h 0,40

S. Maria di Misma – Casale (660) h 1,15

Casale – Pracc Molècc (754) h 0,40

Pracc Molècc – Forcella di Valle Rossa (650) h 1,15

Forcella di Valle Rossa – Ponticelli (1129) h 2,00

Dalla piazza di Tribulina di Gavarno giungendo da Monte Bastia (sentiero n° 509) ci si immette in via Monte Misma  e si sale verso la collina attraversando un ambiente formato da residenze private immerse nel verde dei vigneti e dei boschi. La strada divenuta sterrata prosegue lungo il pendio coperto da bosco ceduo di carpino, ornello e roverella. Da qui si aprono squarci sulle belle colline del Gavarno che incorniciano la pianura. All’altezza dell’ultimo tornante si dirama verso est un sentiero che porta sulla cresta della collina coperta da pascoli. Da qui si gode un ampio panorama: a destra sulla bassa Val cavallina e a sinistra sulla Valle di Spersiglio. Poco più avanti in località Pradale, presso i resti di un vecchio roccolo, sulla sinistra si snoda la mulattiera che scende all’azienda agrituristica di Spersiglio alto ( raccordo con il sentiero n° 539). Salendo lungo il crinale in un pascolo magro si raggiunge la sella del Monte Bastia, dove è situato un vecchio roccolo che si affaccia sulla Valpredina, riserva naturale del WWF. Il sentiero prosegue in piano verso S. Maria di Misma, antica chiesa sede già dall’anno mille di prepositura, e rifatta nel 1520. All’interno una tela del ‘500 di Enea Talpino da Salmeggia raffigura l’Assunta, la cui festa si celebra il 15 agosto. Nei pressi del Santuario sgorga una fresca sorgente. Il sentiero prosegue fino alla Costa di Misma dove si innesta il percorso n° 511 e altri sentieri che salgono dalla Val Cavallina. Passando fra capanni per la caccia si raggiunge la località Predòlt - Prati Alti, dove sorge un roccolo ben curato. In pochi minuti imboccando il sentiero che scende verso la Valotella si può raggiungere la fontana la fontana di Borai. Da Predòlt passando attraverso il bosco Fellongo, una comoda strada sterrata conduce a Casale. Si raggiunge la strada provinciale di Colle Gallo nei pressi della fontana e ci si addentra fino alla piazza del villaggio di Casale, piccolo centro turistico che domina dall’alto la valle del Luio. Si imbocca la strada di fronte e quindi il sentiero che, passando a monte delle recinzioni, porta in breve alla sorgente Piasolina, proseguendo attraverso un bosco di castagni si raggiungono i Pracc Molècc, presso una cappella votiva ottocentesca in stato di abbandono dove si innestano i sentieri n° 512 e 541. Si prende a destra la strada asfaltata, passando nei pressi del ristorante “K2” e si prosegue costeggiando il versante sud del Monte Al tinello. Prima si attraversa un bosco ceduo e poi ampie distese di prati, alcuni ancora regolarmente falciati e disseminati di caselle trasformate in residenze, con ampia vista sulla Val Cavallina. Si imbocca quindi il sentiero che scende nel bosco fino a raggiungere una mulattiera che conduce alla forcella di valico della Valle Rossa, incrociando la strada che collega con Bianzano. Nei pressi di una fontana si oltrepassa la barriera stradale costeggiandola per breve tratto. Attraverso il torrente Rottosa si segue il sentiero di sinistra. In breve si giunge a “Cà Caglioni” dove il sentiero svolta a sinistra costeggiando sulla destra il torrente. Salendo con comoda pendenza si giunge ad una sorgente da dove, con una decisa svolta a destra, si prosegue fino a località “Cà Prel” e salendo per breve tratto su terreno erboso poco marcato si raggiunge una strada silvo-pastorale. Si gira a sinistra e si giunge in località “La Mònga”, tratto molto panoramico sulle Prealpi Orobiche. Si prosegue fino al tribulino della forcella e, sempre su strada carreggiabile, fino a Ponticelli, ove si incrocia il sentiero n° 547 proveniente da Gandino e diretto alla Malgalonga.  


SENTIERO N° 514

 

Selvino – Cantor - Perello

Tempi di percorrenza: totale h 0,40

Selvino (920) – Fonte Cantor (842) h 0,10

Fonte Cantor – Santuario del Perello (880) h 0,30

E’ la mulattiera senz’altro più nota e frequentata dai selvinesi e anticamente dai numerosi pellegrini che salivano al Santuario del Peredello in occasione della festa annuale. Bellissima passeggiata consigliabile alle famiglie considerando il percorso estremamente breve e pianeggiante. Durante la stagione estiva vi è la possibilità di ristoro presso la locanda del Santuario. Lungo il percorso si trovano due punti di sosta attrezzati, presso la sorgente Cantor e poco oltre. Prima delle sorgenti, verso il monte, si possono vedere i ruderi di un vecchio “culsiner” (forno per cuocere il sasso per la produzione della calce). Il sentiero parte dalla strada per Salmezza e attraversa la testata della Valle del Cantor.  


SENTIERO N° 515

 

Albino – Monte Cereto – Selvino

Tempi di percorrenza: totale h 1,45

Albino (360) – Monte Cereto (936) h 1,00

Monte Cereto – Pià ‘lla Loerea (1076) h 0,30

Pià ‘lla Loerea – Selvino (902) h 0,15

Il sentiero si imbocca a monte del Convento dei Cappuccini di Albino, la prima parte si snoda con regolarità nel bosco sovrastante il centro abitato. Usciti dal bosco, il sentiero si trasforma in un percorso erto fino alla vetta del Monte Cereto, offrendoci una bellissima vista sulla valle. Proseguendo diventa di nuovo pianeggiante, sviluppandosi dapprima sul crinale e poi in costa fino al “Pià ‘lla Loerea”, dove  incrocia il sentiero n° 536 che sale dalla frazione di Trevasco (Nembro). Avanzando, il percorso costeggia le pendici rocciose del Monte Purito e diventa di nuovo pianeggiante fino a Selvino (Località Masù). Da segnalare a pochi minuti dal Pià ‘lla Loerea la fonte di Predalequer, l’unica in tutta la zona. Questo sentiero presenta una variante nel suo tratto iniziale: è possibile raggiungere la cima del Monte Cereto partendo da Nembro, lungo la strada per Trevasco.  


SENTIERO N° 516

 

Val Vertova – Còren di Caài – Val de Grue – Forca D’Aviatico

Tempi di percorrenza: totale h 1,45

Val Vertova (565) – Stalla del Corno (714) h 0,45

Stalla del Corno – Val de Grue (838) h 0,30

Val de Grue – Forca d’Aviatico (1159) h 0,30

Per raggiungere l’inizio di questo sentiero, si deve percorrere un tratto del sentiero N° 527. Un poco oltre la spettacolare cascata della Val de Grue, si guarda il torrente Verteva, tabella multidirezionale. Il sentiero si inerpica e con notevole pendenza, sale tra le rocce e in poco tempo giunge sopra il Còren di Caài. Il percorso ora mitiga la sua pendenza passando accanto alla stalla del Corno. In breve giunge al guado del torrente Grue e si innesta sulla carrareccia che porta alla chiesetta di S.Salvatore del XVII° secolo, che conserva affreschi del pittore vertovese G. B. Paganessi. Al piazzale (incrocio con il sentiero N° 524) si segue la carrareccia di sinistra che, poco oltre, diventa sentiero e nella bella stagione viene utilizzato per portare le mandrie all’abbeverata alla Forca di Aviatico. Questo percorso e sconsigliato in caso di pioggia o di gelo.


 SENTIERO N° 517

Ponte di Valgandino – Val Asinina – S. Rocco di Leffe

Tempi di percorrenza: totale h 2,05

Ponte di Valgandino (387) – Val Asinina (510) h 0,35

Val Asinina – Carrareccia (tennis) (564) h 0,25

Carrareccia – Chiesetta degli Alpini (655) h 0,25

Chiesetta degli alpini – S.Rocco (558) h 0,35

Dalla tribulina del ponte di Valgandino il sentiero scende e costeggia il fiume Serio per breve tratto ed arriva ad un traliccio dell’alta tensione. Qui gira decisamente a sinistra e con discreta pendenza sale aggirando il primo costone. Tra costoni e guadi di vallette giunge in Valle asinina, che si attraversa e si percorre per breve tratto prima di iniziare a salire. Alla deviazione a sinistra (cartelli indicatori sugli alberi), il sentiero sale a zig zag e giunge in breve alla carrareccia che porta a S. Rocco. Poco oltre l’osteria “da Berto” c’è un bivio, entrambe le carrarecce portano a S. Rocco, quella di destra, tutta in discesa, porta direttamente alla chiesina, quella diritta in salita (con fondo in cemento) poco oltre diventa sentiero e successivamente strada asfaltata, giungendo alla chiesina degli Alpini da dove si gode un bellissimo panorama di tutta la Valgandino e della Valle Seriana. Quindi lungo la strada asfaltata si giunge in breve a San Rocco. La chiesetta e del XVI° secolo e conserva un dipinto di Francesco Rizzo di S. Croce.


SENTIERO N° 518

 

Vertova – S. Patrizio – Unì – Roccolo Messina – Cima Tisa

Tempi di percorrenza: totale h 2,15

Vertova (404) – S.Patrizio (625) h 0,30

S.Patrizio – Piana di Rezzo (740) h 0,15

Piana di Rezzo – Unì (915) h 0,25

Unì – Roccolo Messina (1175) h 0,45

Roccolo Messina – Cima Tisa (1340) h 0,20

Da Vertova in Piazza Vittorio Veneto (parcheggio) si imbocca via Brini, si prosegue dritto fino ad una gradinata che porta sulla strada per il M. Cavlera. Giunti ad una santella si svolta a destra, si supera il cimitero e al primo quadrivio si prende a sinistra. Da qui, con percorso ora su mulattiera ora su carrareccia, si raggiunge il Santuario di S. Patrizio.

Dal Santuario si prosegue lungo la strada per Bondo e ad una santella si prende la mulattiera che porta ai Piani di Rezzo. Il percorso, sempre su mulattiera, sale dapprima attraverso prati, poi per bosco, fino ad imboccare una carrareccia che giunge in località Unì. Poco oltre una mulattiera si inerpica sulla sinistra fino a raggiungere la piccola località di Oretel, con le sue tre baite. Si supera una stradina ed il sentiero passa nei pressi di una casa con fonte detta la Palazzina e raggiunge un costone dove sorge il roccolo Messina. Ora il cammino è pianeggiante e attraverso un’abetaia, raggiunge la cresta nord del M. Tisa, nei pressi di un altro zoccoletto, da dove seguendo la cresta si giunge alla croce della vetta. Dal roccolo Messina proseguendo sul sentiero pianeggiante verso sud si raggiunge Cavlera.

 

RACCORDO PER CASNIGO

Poco sotto il Santuario di S. Patrizio, una deviazione conduce ai sentieri che partono da Castigo verso il Monte Farno.

Si scende a Colzate e si attraversa il fiume alla frazione serio; lasciata la strada provinciale, all’altezza dello stabilimento “Dell’Acqua”, si attraversa un piccolo nucleo di case e si sale verso Castigo. Il sentiero interrotto dalla strada provinciale riprende a lato della fontana da “Pi”. Al primo bivio si imbocca il sentiero di destra che porta al centro storico del paese, da dove si raggiunge la località Cornello punto di partenza dei tracciati n° 542 e 543.  


SENTIERO M° 519

 

Monte Poieto – Forca d’Aviatico – Monte Suchello – Sedernello

Tempi di percorrenza: totale h 3,20

Poieto (1348) – Forca d’Aviatico (1159) h 0,20

Forca d’Aviatico – Forcellino (1205) h 0,25

Forcellino – M. Suchello (1541) h 1,15

M. Suchello – Roccolo Barbata (1306) h 0,50

Roccolo Barbata – Sedernello (1240) h 0,30

Madonna della Neve di Costa Serina – Monte Suchello

Tempi di percorrenza: totale h 2,00

Madonna della Neve (881) – Stalla Aral (1080) h 0,30

Stalla Aral – M. Suchello (1541) h 1,50

Questo sentiero ha due punti di partenza, il primo presso l’arrivo dell’ovovia del M. Poieto e il secondo dal Santuario della Madonna della Neve a Costa Serina. Dal M.Poieto si scende verso nord ed in poco tempo si raggiunge la forca d’Aviatico (pozza per  l’abbeverata). Il tracciato prosegue in piano, nel bosco e passa sotto l’uccellanda Picinali e, dirigendosi sempre verso nord, giunge in breve a Cà Donadoni; al bivio (cartello indicatore) si gira a sinistra; il sentiero prosegue in salita, giunge al Forcellino, sale lungo la cresta senza alcuna difficoltà, sbucando su un colletto dove a sinistra sorge la stalla del Suchello. Prosegue per cresta erbosa, fino a raggiungere l’anticima del monte, poi scende ad un secondo colletto e, seguendo la cresta a tratti rocciosa, raggiunge la vetta da dove si gode un bellissimo panorama della selvaggia valle Vertova  e della Val Seriana. La discesa (verso nord) è scoscesa ma senza troppe difficoltà. In breve il sentiero giunge allo stupendo roccolo i Barbata. Qui incrocia il sentiero n° 525 che proviene da Cà de Spì diretto all’Alben. Si prende il sentiero di sinistra che in breve tempo giunge all’amena ed austera località di Sedernello dove si innesta sul sentiero n° 527 che dalla Valle Vertova  sale al bivacco Testa. Da Costa Serina la partenza è posta di fronte al Santuario della Madonna della Neve. Il tracciato, in leggera salita, porta in breve tempo alla stalla “Aral”, piega a sinistra e s’inoltra in un bel bosco, per un breve tratto in leggera pendenza, poi zigzagando si innalza velocemente, giungendo alla piazzola per elicotteri dove incrocia il n° 519 proveniente dalla cima e diretto a Sedernello. Da qui in pochi minuti si giunge in vetta.  


SENTIERO N° 521

 

Rova – Pradalada – Ganda – Labirinto – Cornagera

Tempi di percorrenza: totale h 2,35

Rova (Gazzaniga) (380) – Stalla Pradalada (715) h 0,50

Stalla Pradalada – Ganda (1060) h 0,55

Ganda – Labirinto (1273) h 0,30

Labirinto – Cornagiera (1312) h 0,20

Il tracciato inizia lungo la strada a destra della chiesetta in piazza S. Mauro a Rova, in comune di Gazzaniga, attraversa la parte alta della frazione e percorre i prati soprastanti. Raggiunto il bosco, sale zigzagando lungo la Valle Squadrù, quindi piega a sinistra e sale alla località Cuca; proseguendo a destra, raggiunge la baita Pradelada.

Da qui l’itinerario sale dapprima piuttosto ripido sulla costa del M. Ganda poi piega nuovamente a sinistra e, con leggera pendenza, raggiunge l’abitato di Ganda (dove si innesta il sentiero n°538 che sale da albino), nella piazza della frazione sorge la chiesa del XVII° secolo che conserva affreschi del pittore vertovese G.B. Paganessi. Seguendo l’apposita segnaletica si giunge alla località Muerùna (dove si affianca per un breve tratto al sentiero n°522); da qui il sentiero sale verso il M. Poieto fino al bivio (tabella multidirezionale), dove prosegue a sinistra ad in breve giunge in vista dei torrioni della Cornagera. Si svolta ora a destra e si raggiunge un vallone assai suggestivo denominato Labirinto, lo si percorre, si gira a sinistra e salendo lungo facili boccette si giunge in cresta ed in breve in vetta alla Cornagera.


SENTIERO N° 522

 

Piazza di Gazzaniga – Rueclisciù – Muerùna – Ca’ de Spì

Tempi di percorrenza: totale h 2,20

Gazzaniga (386) – Rueclisciù /766) h 1,00

Rueclisciù – Muerùna (1000) h 0,50

Muerùna – Cà de Spin (1218) h 0,30

Dalla parrocchiale di Gazzaniga (tabella segnaletica) si sale alla chiesetta di San Rocco. Quindi ci si inoltra nella valle fino ad incontrare la chiesetta del Rueclisciù. Si prosegue fino al guado e salendo lungo la valle di Plaz si raggiunge un sentiero pianeggiante. Quindi, girando a destra, si risale la valletta e si giunge su un sentiero che sbuca sotto i prati di Ganda. Si riprende a salire e, dopo un tratto a zig zag, si raggiunge la provinciale fino al quadrivio (località Muerùna) si gira a destra e contestualmente al sentiero n° 521, si giunge al bivio Cornagera – Cà de Spì. Svoltato a destra il sentiero sale ripido per un certo tratto e piega a destra, mitigando la sua pendenza poi diventa decisamente pianeggiante, fino a raggiungere la Cà de Spì, incrociando i sentieri n° 523 e 525.  


SENTIERO N° 523  

 

San Fermo – Os-cioel – Coldrè – M. Poieto

Tempi di percorrenza: totale h 2,30

S.Fermo (476) – Os-cioel (779) h 0,45

Os-cioel – Poieto (1360) h 0,55

Da Fiorano al Serio si sale alla piana di S.Fermo e ci si porta alla chiesetta. Da qui, lasciato l’automezzo, ci si incammina lungo la strada carrozzabile che porta alla tribulina dei Groemèi. Sempre seguendo la segnaletica, si sale verso le località Bergamasch e Dosel sopra l’abitato di Orezzo da dove si può dominare la media e bassa Valle Seriana, la Valgandino e parte della pianura bergamasca. Dalla località Os-cioel, dove parte il sentiero n°524 per la Val de Grue, il sentiero sale con pendenza costante attraverso tutto l’ampio versante del M.Cedrina, fino in località Coldrè, posta sullo spartiacque con la Valle Vertova . Lo si percorre fino alla località Cà de spì, dove si incrocia i sentieri n°522 e 525 e prosegue verso la cima del M. Poieto.  


SENTIERO N° 524

 

Os-cioel – Val de Grue – La Mandra

Tempi di percorrenza : totale h 1,15

Os-cioel (779) – Val de Grue (838) h 1,15

Val de grue – La Mandra (1118) h 1,10   

Il sentiero inizia in località Os-cioel, raggiungibile direttamente da Orezzo seguendo l’itinerario n°523 fino alla località suddetta, (tabella multidirezionale). E’ un percorso facile e riposante con pochi dislivelli fino in Val de Grue. Si snoda in gran parte tra boschi di faggio che ricoprono tutto il versante nord del M. Cedrina. Giunto nella valle, guada il torrente e sale verso l’abitato, superatolo giunge in località Foppa. Da qui svolta a destra ed entra in un fitto bosco, giungendo in breve alla località La Mandra, dove incrocia il sentiero n° 525 diretto all’Alben.


SENTIERO N° 525

 

Cà de Spì – Barbata – Cascina Foppi – M.Alben

Tempi di percorrenza: totale h 7,15

Cà de Spì (1218) – Cà Donadoni (1177) h 0,50

Cà Donadoni – Baita barbata (1306) h 1,20

Baita Barbata – Bivio C.na Foppi (1580) h 1,00

Bivio C.na Foppi – Creste Alben (1870) h 1,50

Bivio C.na Foppi – Cima Alben (2019) h 2,15

Il percorso inizia in località Cà de Spì, che si raggiunge seguendo i sentieri n°523 o 522.

Procede su una pista da sci che ha sostituito la mulattiera. Terminata la pista, riprende il sentiero che giunge alla Forca d’Aviatico, riconoscibile dalla pozza per l’abbeverata. La Forca può essere anche raggiunta dal piazzale della chiesa di Aviatico. Da qui inizia la traversata della Val de Grue e della Valle Vertova, dopo un primo tratto in comune con il sentiero n°519 in località Roccolino si devia a destra sotto le pendici del M. Suchello, in un ambiente a volte arido e brullo, a tratti rigoglioso e selvaggio. Si transita in località La Mandra dove si innesta il sentiero n°524.

Raggiunto il bellissimo roccolo di Barbata (incrocio con il sentiero n°519), si passa sul versante brembano e dopo una traversata in ambiente suggestivo e severo, sotto gli ampi pascoli della Cascina Foppi, si giunge ad un bivio.

Qui il sentiero si divide in due tronchi. Il primo raggiunge la vetta, attraversando magnifici pascoli (Casere alte-via normale), il secondo prosegue lungo la cresta (variante). Su un roccione a sinistra, vi è un palo con tabella multidirezionale. La via normale prosegue quasi pianeggiante per un lungo tratto fino ai pascoli di Casere Alte, poi gira a destra e sale passando a fianco di un enorme masso. Qui aumenta la pendenza e si sale in un vallone.

Seguendolo si giunge ad una selletta (innesto sentiero n°530) e girando a sinistra, dopo alcuni saliscendi, si raggiunge la vetta. La variante per le creste, superata la Cascina Foppi e la pozza, segue un dosso e in breve raggiunge la cresta da dove si gode uno stupendo panorama con innumerevoli strapiombi. Giunti ai Campelli, con una breve discesa si incrocia il sentiero n°530 e si giunge in vetta al Monte Alben.  


SENTIERO N° 526

 

Chignolo d’Oneta – La Plana – Bivacco Testa

Tempi di percorrenza: totale h. 2,20

Chignolo d’Oneta (826) – Biv. La Plana (1380) h 1,50

La Plana – Biv. Testa (1489) h 0,30

Il sentiero parte in località Chignolo d’Oneta, ameno e ridente paesino, posto sulla destra orografica della Valle del Riso. Sale con pendenza costante ma abbastanza comodo a mezza costa sul M. Castello. Superati alcuni costoni e guadate alcune vallette, si sale verso il M. Secretondo ed in breve si raggiunge la cascina La Plana (ristrutturata e promossa a bivacco). Con un ultimo sforzo si raggiunge il pianeggiante sentiero n°530(proveniente da Vertova e diretto all’Alben) che porta a Pradaccio, dove sorge il Bivacco Testa (GAV), posto a cavallo tra la Valle Vertova e la Val del Riso.  


SENTIERO N° 527

 

Vertova – Rosèt – Sorgenti – Sedernèl – Bivacco Testa

Tempi di percorrenza: totale h 3,45

Vertova (404) – Rosèt (480) h 0,45

Rosèt – Sorgenti (690) h 0,50

Sorgenti – Sedernèl (1240) h 1,25

Sedernèl – Biv. Testa (1489) h 0,45

Da Piazza V. Veneto (Vertova) si prende la strada della Valle Vertova, che si snoda lungo il torrente per Km. 2,7 fino alla località Rosèt, dove, al ristoro GAV, vi è la possibilità di parcheggio. La mulattiera prosegue sempre costeggiando il torrente e, dopo averlo guadato alcune volte, arriva alla cascata della Val de Grue. Si continua fino a che, attraversato un ponticello, si raggiungono i prati del Merèl. Qui il sentiero lascia il torrente innalzandosi a sinistra, per riprenderlo più oltre alla sorgente, da dove si prosegue lungo il fondovalle. Si attraversa un magnifico orrido, si passa vicini alla baita di prato “Morto basso” e solo poco prima di aver raggiunto la deviazione per prato “Morto alto”, il sentiero si discosta dal torrente. Superata con ripide serpentine una balza, si riguadagna il torrente e si sbuca nella conca di Sedernèl. Si prosegue lungo i ghiaioni fino ad un rudere (innesto sentiero n°519) dove, piegando verso destra, ci si alza fino ad un fitto bosco. Si lascia il sentiero per le baite e, dopo una decisa salita sulla sinistra verso il colle di Pradaccio si arriva al bivacco Testa, sempre aperto e corredato dello stretto necessario.  


SENTIERO N°528

 

Vertova – Netuera – Dasla

Tempi di percorrenza: totale h 2,15

Vertova (404) – Chiesina d’Anèi (635) h 0,40

Chiesina d’Anèi – Baite Netuera (880) h 0,50

Baite Netuera – Dasla (1137) h 0,45

Da Piazza V. Veneto (Vertova), si segue la strada della Valle Vertova per circa 600 m. Giunti ad una cappelletta si gira a destra per via Netuera, vie che si alza ripida tra case e prati. Dopo aver superato una valletta, ad una seconda cappelletta si segue la mulattiera sulla destra e si giunge alla chiesetta denominata Madonna di Anèi. Si prosegue su carrareccia per poi imboccare il sentiero che con dolce pendenza procede nel bosco e scavalca un torrente. In prossimità dei prati di Netuera accentua la sua pendenza e sbuca su un costone poco discosto dalle due baite.

Si prosegue ora in direzione nord, dove si possono ammirare magnifiche piante di agrifoglio che qui crescono rigogliose. Ora la vegetazione si è fatta più rada ed in breve si giunge al valico di Dasla, dove ci si innesta sul sentiero n° 530.  


SENTIERO N° 529

 

Vertova – Rosèt – Selvèt – Caalò – Passo Blìben

Tempi di percorrenza: totale h 2,30

Rosèt (480) – Fràcia (950) h 1,15

Fràcia – Prati di Ceresola (1120) h 0,30

Caalò – Passo Blìben (1310) h 0,45

Da Piazza V. Veneto (Vertova) si raggiunge la località Rosèt in Valle Vertova (parcheggio).

Si prosegue verso nord, lungo la strada del Belò per circa 350 m. e guadato il torrente si imbocca il sentiero che sale piuttosto ripido nel bosco.

Si passa vicino alla baita Cap e, sempre seguendo l’ampia mulattiera, si giunge alla baita della Fracia.

Si piega subito dopo a destra per un sentiero meno marcato che permette di giungere al Col dol Pom da dove, con percorso dapprima pianeggiante e poi in moderata salita, passa sopra i prati di Ceresola e, piegando verso nord, entra di nuovo nel bosco, salendo con lieve pendenza fino alla confluenza col sentiero n° 530 diretto all’Alben, in località


SENTIERO N° 530

 

Verteva – Cavlèra – Dasla – Bivacco Testa – M. Alben

Tempi di percorrenza: totale h 6,15

Verteva (404) – Cavlèra (1170) h 1,45

Cavlèra – Passo Blìben (1310) h 0,50

Passo Blìben – bivacco Testa (1489) h 1,15

Bivacco Testa – Cima Alben (2019) h 2,25

Da Piazza V. Veneto (Vertova), si imbocca via M. Grappa che sale ripida fino a sfociare sulla carrabile per Cavlèra, vicino al monumento degli alpini. Si prosegue per 400 m. circa fino all’imbocco, sulla destra, di una mulattiera che ci riporta sulla strada. Al primo tornante si incontra di nuovo la mulattiera fino ad un bivio della strada, dove è situata una fontanella (Albe). Ora il sentiero sale ripido sulla sinistra nel bosco ed in breve giunge ai prati della Crus de Grom, vero belvedere su tutta la Valle e sulle Orobie. Il sentiero passa fra due baite ed entra in un boschetto di betulle e faggi e, continuando per verdi pascoli, giunge infine alla chiesa di Cavlèra, dove si raccorda con il sentiero n° 518.

Si prosegue su carrareccia e poi su sentiero fra i prati fino alla località Masù (lapide a ricordo dei soci del GAV), dove entra nel bosco e quindi sale fino al Passo Blìben. Un breve strappo, un falso piano e poi si raggiunge un’erta salita che porta alla sella del Sègredont. Si prosegue in continuo saliscendi fino allo stupendo passo di Pradaccio, dove sorge il bivacco Testa. Il bivacco è sempre aperto ed è corredato di sei cuccette, stufa, tavolo, viveri e legna per l’emergenza. Qui ha inizio la parte più spettacolare del percorso, prima con un ripido strappo al di sopra del bivacco, lungo la cresta tra la Valvertova e la Val del riso, poi per la salita prativa fino al passo dei Campelli. Dopo una breve discesa sul versante della Valvertova, si sale ripidamente in un ambiente dolomitico. Torrioni e pinnacoli ci accompagnano fino allo spartiacque Brembano-Seriano, dove si innesta il sentiero n° 525. Si segue il crinale fino alla Croce in vetta al Monte Alben.  


SENTIERO N° 531

 

Nese – M. di Nese – Filaressa – Salmezza

Tempi di percorrenza: totale h 2,30

Buesa (333) – M. di Nese (800) h 1,00

M. di Nese – Filaressa (1033) h 0,45

Filaressa - Salmezza (1127) h 0,45

La partenza di questo tracciato è situata ad Alzano Lombardo/Località Buesa presso la santella di via Fornaci.

Il percorso si presenta complessivamente non impegnativo ed agibile per chiunque. Il tratto iniziale si snoda tra i boschi cedui e prati; successivamente corre fra i prati, pascoli ed incolti. Punti significativi toccati dal tracciato sono: la località Burro dove incrocia il sentiero n°532, Monte di Nese (luogo di ristoro) dove incrocia il sentiero n°540 ed il Forcellino (montanino) dove incrocia il sentiero n° 533 e lo sguardo spazia sulla media Valle Brembana.

Dopo il primo tratto in discesa e la successiva salita fino alla sommità del costone, il sentiero corre prevalentemente sulla cresta del Monte Filaressa, attraversando pascoli ed incolti pianeggianti, con veduta panoramica sulla pianura bergamasca e sulle montagne lecchesi. Superato il “Fontanì di Cop” a metà percorso, il tracciato inizia a scendere verso il caratteristico borgo rurale di Salmezza, che ha dato i natali al pittore Enea Salmezza detto il Talpino.  


SENTIERO N° 532

 

S. Rocco di Ranica – Cà del Latte – Olera – Burro – Brumano - Lonno

Tempi di percorrenza: totale h 3,00

S. Rocco di Ranica (399) – Cà del latte (694) h 0,50

Cà del Latte – Olera (502) h 40

Olera – Burro (549) h 0,30

Burro – Brumano (568) h 0,30

Bumano – Lonno (716) h 0,30

La partenza in leggera salita si trova presso la chiesetta di S. Rocco di Ranica.

Si passa nei pressi di una casa, per poi deviare a destra ed entrare nel bosco fino a raggiungere una strada in bitume che da Ranica porta all’omonimo colle. Sulla sinistra oltre una pineta c’è il punto di ristoro “Trattoria del Pighet”.

Il sentiero dalla cima del colle prosegue diritto nel bosco, pianeggiante fino ad una valletta, in salita nell’ultimo tratto fimo a raggiungere la Cà del Latte (incrocio con il sentiero n° 533) bella e grande costruzione circondata da un vasto parco. Sul muro di cinta è indicata, con cartello stradale, la direzione per Olera. Si cammina su una larga carrareccia, al termine della quale inizia un sentiero pianeggiante. Proseguendo si giunge in località Cuden. Qui c’è una croce di ferro e una cappelletta dedicata a Frà Tommaso Acerbis da Olera, da dove si può ammirare il borgo medievale di Olera. Si prosegue lungo un comodo sentiero immerso nei castagneti fino a raggiungere un ponticello di legno.

Oltre il ponte, a sinistra inizia il sentiero n°532 a proseguendo a destra si raggiunge l’abitato di Olera. Qui una sosta è d’obbligo per visitare il borgo storico medievale e soprattutto la parrocchiale nella quale si trova uno splendido polittico di cima da Conegliano (1498). Per il ristoro c’è la Trattoria dei cacciatori. Lasciato il sagrato della chiesa, ci si incammina a destra verso la Chiesetta di S. Rocco (partenza sentiero n°540), protettore contro la peste che decimò la popolazione di Olera nel 1630. Il sentiero costeggia il versante meridionale del M. Colletto. Oltrepassato un cascinale detto il Casello, attraverso querceti e castagneti si raggiunge la strada carrozzabile per burro e si incrocia il sentiero n°531 proveniente dalla Busa e diretto a Selvino. Oltre la strada, sulla destra c’è una cappelletta.

A sinistra si scende verso la valletta per una comoda carrabile, si sale poi un largo sentiero fino a raggiungere l’abitato di Burro basso, attraverso il quale si scende verso la Valle formica e la Valle della Nesa, in località Mulino. Da qui si sale, sull’opposto versante alla chiesetta di Brumano, passando vicino ad un vecchio cascinale. Raggiunta la strada si prosegue a sinistra per circa 600 metri. Dopo la valletta, al bivio, si prosegue a destra fino ad una sbarra.

Qui inizia una strada in calcestruzzo che porta agli acquedotti civici di alzano Lombardo, dove si prende un sentiero a destra che si inoltra nel bosco e raggiunge il campo sportivo di Lonno. Si sale al paese dove si incrocia il sentiero n° 534 proveniente da Nembro e diretto a Selvino.


SENTIERO N ° 532 A

 

Olera – Forcella di Sorrisole

Tempi di percorrenza: totale h 0,30

Olera (519) – Forcella di Sorrisole (759) h 0,30

Punto di partenza dietro la parrocchiale di Olera.

Si svolta a sinistra della fontanella, usciti dall’abitato si scende al parcheggio, mantenendo la destra si imbocca il sentiero n° 532. Dopo aver attraversato quattro vallette si sale e inizia il sentiero n° 532 a, che si arrampica lungo una valle e poi nel bosco di castagni fino a raggiungere una piccola sorgente, spesso asciutta, posta sulla sinistra di chi sale. Si riprende il sentiero che sale fino a raggiungere, dopo un po’ di fatica, la forcella di Sorrisole o del Sorriso, dove si incrocia il sentiero n° 533 Bergamo – Selvino. Da qui sono possibili varie deviazioni per Sorrisole, Ponteranica, Canto Alto, Monte di Nese, Cà del Latte e Maresana.  


SENTIERO N° 533

 

Monterosso - Maresana – Forcella di Sorrisole – Canto Basso – Monte di Nese – Salmezza – Selvino.

Tempi di percorrenza: totale h 4,00

Monterosso (352) – Maresana (546) h 0,40

Maresana – Canto Basso (801) h 1,10

Canto Basso – Forcella di Nese (800) h 0,20

Forcella di Nese – Salmezza (1172) h 1,15

Salmezza – Selvino (922) h 0,35

Questo percorso denominato “sentiero verde” è notissimo agli abitanti di Bergamo, poiché dal quartiere Monterosso porta fino a Selvino. Da Bergamo si raggiunge il quartiere Monterosso a nord della città e si prosegue per via Quintino Alto. Nei pressi di una grande villa si imbocca uno stretto sentiero che porta alla chiesetta di S. Marco sul Colle della Maresana. Seguendo la strada proveniente da Ponte Secco e dalla Costa dei Garatti il percorso prosegue fino a raggiungere la croce dei Morti. Raggiungere la Cà del Latte, dove incrocia il sentiero n° 532 e prosegue a sinistra per uno stretto tracciato che contorna le pendici del M. Solino e del M. Lurida e raggiunge la Forcella di Sorrisole (dove arriva il n° 532 A). Il sentiero prosegue a destra e guadagna la cresta del M. Campanua, raggiungendo in breve tempo il Canto Basso, da qui prosegue fino alla frazione del Monte di Nese dive incrocia il sentiero n° 531. Dalla frazione Castello di Monte di Nese si procede a mezza costa con qualche ripido strappo sino a Salmezza dove si riunisce ai sentieri nn° 534 e 531. Quindi per strada asfaltata si raggiunge Selvino.  


SENTIERO N° 534

Nese – Lonno - Salmezza

Tempi di percorrenza: totale h 2,30

Nese (325) – Lonno (716) h 1,00

Lonno – Salmezza (1127) h 1,30

Il sentiero inizia a Nese, frazione di Alzano Lombardo, con una caratteristica scalinata abbastanza ripida, per poi continuare su strada carrozzabile, in parte asfaltata e in parte sterrata, fino all’abitato di Lonno dove incrocia i sentieri nn° 532 e 535. Da questa amena località il tracciato si snoda a mezza costa, sul versante ovest delle Podone, tra i boschi cedui ed incolti fino all’abitato di Salmezza.  


SENTIERO N° 535

 

Nembro – Lonno – Selvino

Tempi di percorrenza: totale h 2,15

Nembro (310) – Lonno (716) h 1,10

Lonno – Selvino (920) h 1,05

Per imboccare il sentiero si transita in piazza Libertà a Nembro, di fronte al Municipio. Lasciata la piazza (parcheggio) alle spalle e al Banca Popolare di BG alla sinistra, si percorre per c.a 50 m la via Papa Giovanni XXIII per imboccare la strettoia fino al crocicchio; si attraversa la strada centrale del Paese per immettersi su Via Lonzo, all’inizio della quale esiste pure la segnaletica “Sentiero 535” e “Santuario dello Zuccarello”. Al primo bivio si prosegue a sinistra per via Lonzo e dopo aver oltrepassato l’asilo nido e il parco giochi si piega a sinistra e si imbocca a destra (segnale) l’antica mulattiera per il santuario. L’intero percorso è scandito dalle quindici cappelle del S. Rosario (via crucis). Dal sagrato est del santuario (cinquecentesco) si gode un magnifico panorama sulla bassa Valeriana. L’itinerario riprende salendo lungo l’antica mulattiera per Lonno, che si inoltra nel bosco di latifoglie, raggiungendo in breve la selletta della Bastia.

Dopo una fontanella sulla destra il sentiero è ora pianeggiante e fiancheggia il percorso vita attrezzato dal CAI di Nembro. Dopo due vallette ed una fontanella ad arco il sentiero giunge alle prime case di Lonno indi in P.zza Buonarroti, dove incrocia i sentieri nn° 532 e 534. Dopo una strettoia ed una scalinata, si porta ripido tra muretti fino a quota 750 . Con brusca svolta a sinistra, prosegue pianeggiante nel bosco con brevi tratti in salita fino al Forcellino.

Questa selletta è posta tra i Corni di Lonno a destra e le Podone a sinistra. Ora il sentiero prosegue percorrendo le pendici orientali del Pedona e, dopo aver oltrepassato la sorgente della Corna Tagliata, giunge in una forra boscosa.

Il tracciato svolta bruscamente a destra sbucando in una cava di pietrisco, che si attraversa per immettersi sulla strada provinciale Nembro – Selvino che si percorre fino a Caposelvino, dove il tracciato si unisce al sentiero n° 533.  


SENTIERO N° 536

 

Nembro – Monte Purito – Selvino

Tempi di percorrenza: totale h 2,00

Nembro (310) – Trevasco (496) h 0,35

Trevasco – Pià ‘lla Loeèra (1076) h 1,00

Pià ‘lla Loeèra – Selvino (920) h 0,25  

Questo sentiero si può imboccare in località Gioldo oppure in località Trevasco (Nembro), all’altezza della bella chiesetta del XV° secolo che conserva una pala di Palma il Giovane. Il tracciato è accessibile a tutti, pur essendo la parte iniziale, fino alla località Palazzo, abbastanza ripida. Dopo sale al panoramico Pia ‘lla Loeèra, dove incrocia il sentiero n° 515 e si sposta sul versante orientale, dominando la sottostante Valle dell’Albina, prosegue a mezza costa, attraverso boschi radi e pascoli, fino all’abitato in Via Fiume Serio.


SENTIERO N° 537

 

Comenduno di Albino – Bondo Pestello – Amora – Cantùl – Cornagiera – Poieto

Tempi di percorrenza: totale h 3,00

Comenduno (364) – Bondo Pestello (410) h 0,20

Bondo Pestello – Amora (930) h 1,15

Amora – Cantùl (1023) h 0,25

Cantùl – Poieto (1360)h 1,00

Dalla chiesetta di S. Maria (sec.XIV°) di Comenduno d’Albino si segue la strada comunale che percorre i pianori alluvionali, in parte ancora a prato, con gli ultimi gelsi. Dopo la chiesetta di S. Bernardo (sec.XVI°) in località Brusito ci si immette nell’abitato di Bondo Pestello prendendo subito dopo il sentiero che sale nei pressi del nucleo rustico di Cedrello e sbocca sulla strada carrabile che conduce alla chiesetta della Madonna delle Grazie di Pestello (sec.XII°).

La strada sterrata giunge fino al guado di Val Camocco. Si sale su sentiero fino alla tribulina di Amora, ed all’abitato il cui nucleo storico è circondato da terrazzamenti sostenuti da muri a secco. Dal cimitero si prosegue a mezza costa, si raggiunge Vallogno, dove presso una sorgente con lavatoio parte il sentiero che arriva a Cantùl sulla piazza del municipio di Aviatico. Ora il sentiero si dirige verso il Monte Cornagiera, dove si raccorda con il sentiero n°521.

Attraverso il labirinto e la strettissima gola del “bues dè la Carolina” si percorre l’ultimo tratto che raggiunge in breve la cima del Monte Poieto, da cui si gode un ampio panorama sulle Prealpi Orobiche.  


SENTIERO N°538

 

Comenduno di Albino – Còl dol Batès – Ganda

Tempi di percorrenza: totale h 2,00

Comenduno (364) – Còl dol Batès (880) h 1,10

Còl dol Batès – Ganda (1066) h 0,50

Dalla chiesetta di S. Maria (sec. XIV°) in Comenduno si sale alla chiesetta degli Alpini e quindi lungo la mulattiera fra i pendii terrazzati tenuti a prato. Si prende la strada carrabile che fiancheggia il bosco della Valle del Cornello, si dirama sulla sinistra il sentiero locale n° 1, che attraverso luoghi suggestivi raggiunge il punto panoramico della Madonna del Narciso. Risalendo la strada carrabile dalla località “ol coren” si possono osservare fenomeni di carsismo, fossili di brachiopodi e un filone di porfirite. Giunti al bivio per “Merà” si gode ampia vista sul fondovalle e sulle “caselle “ sparse fra i Maggenghi del Monte Rena. Da qui si prende la mulattiera fino alla cascina del “Pradel” tipica struttura rustica. Poco sopra si dirama il sentiero locale n° 2 diretto alla croce di S. Luigi, da cui si può raggiungere in breve la cima del Monte Rena. Al Còl dol Batès vi sono tipiche “caselle” e la pozza per l’abbeverata, con presenza di raganelle; bella vista sulla media Val Seriana e sulla Val Gandino. Proseguendo su sentiero si passa nei pressi della fresca sorgente “Albe” in un fitto bosco, più avanti al “bues dè la cavra” cavità di interesse speleologico, si sbocca nella piazzetta di Ganda, piccolo nucleo storico circondato da ampi prati con meravigliose fioriture di narcisi, crochi, scille e genziane. In questa località il tracciato si raccorda ala sentiero n° 521 con cui salire verso il Monte Poieto o scendere a Gazzaniga


SENTIERO N° 539

 

Cornale – Mesòlt – M. Misma

Tempi di percorrenza: totale g 2,30

Cornale (330) – Mesòlt (778) h 1,20

Mesòlt – M. Misma (1160) h 1,10

Il sentiero parte in località Cornale presso la chiesetta di San Fermo. Il tratto iniziale si snoda tra i boschi cedui lungo la costa del M. La Forca fino alla località Mesòlt, dove con una deviazione a destra ci si può raccordare con il sentiero n° 513. La seconda parte del percorso è contrassegnata da un primo tratto in falsopiano fino alla località Cà in Aperto e da un ultimo tratto in salita fino alla sommità del M. Misma, tra pascoli ed incolti. Dalla cima del M. Misma, scendendo lungo un sentiero segnato è raggiungibile l’antica chiesa di S. Maria di Misma, in territorio di Cenate, dove transita il sentiero n° 513.  


SENTIERO N° 540

 

Olera – Monte di Nese

Tempi di percorrenza: totale h 0,40

Olera (519) – Monte di Nese (783) h 0,40

La partenza è dal sagrato della chiesa di Olera, a destra della fontanella si va verso la chiesa di S. Rocco.

Usciti dal paese inizia la mulattiera. Il primo tratto è abbastanza ripido, poi più percorribile. Al bivio con il sentiero N° 540 A si prende a salire a destra in mezzo al bosco, si raggiunge una carrareccia che porta fino al passo del M. Colletto, da dove si gode il bel panorama del paese di Monte di Nese. Si scende verso l’abitato e, giunti in Via degli Alpini, si incrociano i sentieri nn° 531 e 533.  


SENTIERO N° 540 A

 

Olera – Canto Basso

Tempi di percorrenza: totale h 0,40

Olera (519) – Canto Basso (900) h 0,40

La partenza è indicata al N° 540 fino al bivio segnalato; quindi si gira a sinistra e si incontra un montanino, poi una strada detta della Piazzola. Il tracciato si inerpica nel bosco fino ad una stalla. Si sale fino ad uscire su un grande prato che culmina sul dosso del Canto Basso. Qui si incrocia il sentiero n° 533. A sinistra si sale verso il Canto Alto.


 

SENTIERO N° 541

 

Cene – Fonte del Coop – Val Brusnì – Val del Clì – Pracc Molècc

Tempi di percorrenza: totale h 1,45

Cene (366) – Fonte del Coop (456) h 0,10

Fonte del Coop – Val Brusnì (502) h 0,30

Val Brusnì – Val del Clì (619) h 0,20

Val del Clì – Pracc Molècc (754) h 0,45

La partenza è situata presso la chiesina della Madonnina di Cene oppure da Via del Castello. L’inizio è abbastanza ripido fino al bivio dei “Pracc Molècc-Crus dol Piz”. Raggiunta la strada asfaltata si prosegue, girando a sinistra, per 150 metri circa, si riprende il sentiero in leggera discesa e si raggiunge in breve tempo la sorgente Brusnì. In 20 minuti si raggiunge la “Val del Clì”. Il tracciato, abbastanza ripido sale a zigzag fino ai Pracc Molècc, incrociando i sentieri n°512 e n° 513. Possibilità di ristoro e di pernottamento al Santuario e al ristorante K2.  


SENTIERO N° 542

 

Castigo – Pizzo di Castigo – Pizzo formico

Tempi di percorrenza: totale h 3,30

Castigo (516) – La Trinità (686) h 0,30

La Trinità – Roccolo di Giundìt (896) h 0,30

Roccolo di Giundìt – Pizzo di Casnigo (1242) h 0,30

Pizzo di Castigo – Monte Farno (1286) h 0,30

Monte Farno – Pizzo Formico (1636) h 1,30

Si tratta praticamente di una variante al sentiero n° 543, che si segue sino alla località Roccolo di Giundìt. Al bivio un sentiero in terra battuta ci porta sulla destra orografica della Valle Sponda. Attraverso un bosco si sale fino alla baita detta “dol Pizzi”; qui il bosco si apre su una verdeggiante conca coltivata a foraggio. Si prosegue sino alla seconda baita “dol Pèzz” alle cui spalle si trova il Pizzo di Castigo. Proseguendo in direzione della Valle Sponda ci si porta verso la località “Mazza”. La presenza di una sorgiva ne aveva fatto un centro di transito per animali e persone.

Si sale per un sentiero appena visibile ed eroso dallo scorrere dell’acqua verso il M. Farno, seguendo la pista che porta rapidamente in quota, si sbocca dietro la chiesetta del M. Farno (congiunzione con il n° 545 e 543).

Si continua in comune con il sentiero n° 545 puntando alla Cima del Pizzo Formico, dopo una ripida rampa in calcestruzzo si abbandona lo sterrato per guadagnare la cresta e seguirla sino in vetta al Pizzo Formico.  


SENTIERO N° 543

 

Casnigo (località Cornello ) – SS. Trinità – Giundìt – Lago – M. Farno

Tempi di percorrenza: totale h 2,30

Castigo (516) – SS. Trinità (686) h 0,30

SS. Trinità – Giundìt (896) h 0,50

Giundìt – Lago (1080) h 0,40

Lago – (1286) h 0,30

Dalla località Cornello parte il sentiero che porta al M. Farno, utilizzato nella prima parte come sentiero attrezzato e si sale nel bosco sino alla SS. Trinità. Una sosta è d’obbligo per ammirare da un terrazzo naturale il passaggio della Media valle Seriana e la catena delle Prealpi Orobiche. Gli amanti dell’arte possono ammirare all’interno della chiesa alcuni affreschi quattro-cinquecenteschi ed il gruppo statuario in terracotta policroma composto da cinque statue (Madonna con bambino, S. Giuseppe e i Re Magi). Il santuario è curato tradizionalmente da un romito che gestisce anche l’annesso ristorante. Lasciata la SS. Trinità si può prendere a sinistra la carrareccia per la Madonna d’Erbia, oppure a destra un comodo sentiero. A quota  740 m. una freccia segnaletica ci indirizza verso la sinistra orografica della Valle Sponda. Proseguendo sulla carrareccia per 200 metri si giunge a una piccola sorgiva chiamata fontanì “Scasce”, poco più avanti sorge il santuario della Madonna d’Erbia. Una volta presa la deviazione si sale prima su una costa erbosa e poi immersi nel bosco seguendo un sentiero ben tracciato sino al bivio per il Pizzo di Casnigo (sentiero n° 542). Qui si incontrano gruppi di cascine una volta vere e proprie frazioni abitate tutto l’anno da famiglie di contadini, ora trasformate in seconde case per i fine settimana, (località Giundìt, località Barca riconoscibile soprattutto perché è attraversata da una strada carrareccia che taglia come una profonda ferita tutto il fianco della montagna). Il paesaggio cambia rapidamente tra prati coltivati a foraggio e prati magri, il bosco si è trasformato in boscaglia composta da ginepri e bassi faggi. In località lago una sosta consente di ammirare il paesaggio della nostra Valle questo è l’ultimo agglomerato di case prima di raggiungere il M. Farno dove si incrocia il sentiero n° 542 e ci si immette sul sentiero n° 545.


SENTIERO N° 544

 

Gandino – Fontanei – Valle Piana – M. di Sovere

Tempi di percorrenza: totale h 2,45

Gandino (604) – Valle Piana (1050) h 1,30

Valle Piana – M. di Sovere (1285) h 1,15

Il percorso parte dalla località Opifici di Gandino, segue la strada sino in località Fontanei (possibilità di parcheggio) per poi continuare su comodo sentiero lungo la valle Piana: Passando per il Tribulino di S. Antonio e il Corno della Madonnina (palestra di roccia) si raggiunge la chiesetta di Valpiana, l’ultimo tratto è su strada carreggiabile.(Poco prima della chiesetta bivio per la Croce di Corno). Si continua in piano su strada sino ad affrontare l’ultimo tratto, abbastanza ripido, che porta al bivio per la Malgalonga (Museo storico partigiano e punto di ristoro), dove si incrociano i sentieri nn° 545 e 547.


SENTIERO N° 545

 

Barzizza di Gandino – M. Farno – Campo d’Avene – M. di Sovere

Tempi di percorrenza: totale h 4,10

Barzizza (616) – Conca del Farno (1280) h 1,30

Conca del Farno – Campo d’Avene (1377) h 1,40

Campo d’Avene – M. di Sovere (1285) h 1,00

Il percorso segnato parte dalla frazione di Barzizza in comune di Gandino, passa per S. Lorenzo, tocca la località Gianbec per innestarsi sulla nuova strada del Farno che porta alla conca omonima (raggiungibile anche in auto).

Seguendo la strada si raggiunge il Pergallo e su strada pianeggiante i pascoli della Montagnina (possibilità di salire al Pizzo formico a quota 1636 m. su sentiero abbastanza ripido n° 542). Attraversata in piano la Conca della Montagnina, punto in cui incrocia il sentiero n° 549 che da Gandino sale al formico e il n° 508 che da San Lucio (Clusone) sale al Fogarolo, si sale alla Tribulina dei Morti (con leggera salita seguendo il sentiero n° 508 si va verso il Monte Fogarolo), si scende verso la piana del Campo d’Avene ben visibile sulla destra. Raggiunta la malga dove arriva il sentiero n° 548 si prosegue in piano verso la Pozza Crus. Si continua a destra seguendo la segnaletica per 150/200 metri indi si seguono le segnalazioni che portano a sinistra e attraverso il sentiero denominato “Schezzagamp” si raggiunge il Monte di Sovere e la Malgalonga, dove si incrociano i sentieri n° 544 e n° 547.  


SENTIERO N° 546

 

Cene – Monte Bò – Caodùl – Col Bèc – Fontanèi – Bellora – Cene

Tempi di percorrenza: totale h 3,20

Cene (366) – Monte Bò (639) h 0,55

Monte Bò – Caodùl (629) h 0,20

Caodùl – Col Bèc (678) h 0,10

Col Bèc – Fontanèi (573) h 0,30

Fontanèi – Bellora (370) h 0,45

Bellora – Cene h 0,30

Il tracciato inizia nei pressi della carrozzabile del M. Bò in comune di Cene, oppure da Via castello. Il percorso non presenta alcuna difficoltà ed è agibile per tutti. Si snoda tra boschi cedui per poi sfociare nei prati del M. Bò, dominando la sottostante Valle Rossa ed il versante del M. Altino, con il caratteristico santuario. Per chi volesse fare il periplo del M. Bò, poco prima di raggiungere i prati, seguendo la tabella segnaletica, si prende la direzione della località Caodùl, che si raggiunge in breve tempo su sentiero pianeggiante. Si prosegue per la località Col Bèc e si scende a Fontanèi, piccolo raggruppamento di case, dove si segue la strada asfaltata. Giunti ad un bivio si gira a destra e si scende. Raggiunta la cappelletta in località “Usì”, la carrareccia si fa nuovamente sentiero, ed in breve raggiunge il fondovalle. Si gira a sinistra, su strada sterrata e, raggiunto l’ex cotonificio Bellora, si passa su strada asfaltata, dietro lo stabilimento e si raggiunge Cene.  


SENTIERO N°547

 

Gandino - Monticelli – Sparavera – M. di Sovere

Tempi di percorrenza: totale h 4,00

Gandino (610) – Ponticelli (1214) h 1,40

Ponticelli – Sparavera (1010) h 1,30

Sparavera – M. di Sovere (1288) h 1,30  

Il percorso parte dalla località Via Opifici di Gandino, transita nei pressi del Lanificio Budelli, segue la strada che porta a Peia per 200 metri. Seguire la segnaletica a sinistra sino a raggiungere la frazione di cima Peia. Attenzione alla segnaletica che porta ad imboccare la mulattiera a sinistra. Si segue questo sentiero che passa a monte dei Prati di Cap sino a raggiungere Ponticelli (innesto del sentiero n° 513) da dove inizia un tratto eccezionalmente panoramico.

So prosegue tra prati e pascoli che dominano da un lato la Valle Cavallina, con il lago di Endine e dall’altra la Val Gandino, fino alla località “Pozza dei sette termini”, dove sorge un ceppo dedicato al Partigiano Generale Cadorna qui paracadutato nel secondo conflitto mondiale. La parte finale è costituita da una strada carreggiabile che conduce alla Malgalonga dove ci si raccorda con i sentieri n°544 e 545.  


SENTIERO N °548

 

Cirano di Gandino – Val d’Agro – Campo d’Avene

Tempi di percorrenza: totale h 1,45

Cirano (625) – Val d’Agro (610) h 0,50

Val d’Agro – Campo d’Avene (1377) h 0,50

Il sentiero inizia nei pressi della bella chiesetta di San Gottardo a Cirano di Gandino, su strada in piano sino alla località Girù; si prende la mulattiera a destra della valle, dopo un primo tratto ripido il sentiero prosegue comodo.

Si passa il Tribulino di Valdagro e si giunge al montanino omonimo. Raggiunta la valle se ne segue il fondo, un po’ malagevole. L’ultimo tratto si fa ripido, si passa un’altra santella e sempre in salita si raggiunge la piana del Campo d’Avene, costellata da numerose e caratteristiche doline, dove ci si raccorda con il sentiero n° 545.  


SENTIERO N° 549

 

Barzizza – Tribulina di Guazza – Capanna Ilaria – Pizzo Formico

Tempi di percorrenza: totale h 2,30

Barzizza (612) – Madonna della Guazza (1280) h 1,30

Madonna della Guazza – Capanna Ilaria (1425) h 0,25

Capanna Ilaria – Pizzo Formico (1636) h 0,35

Il percorso segnato parte dalla frazione di Barzizza. Si segue la strada che porta al Monte Farno sino alla località Groaro, (possibilità di parcheggio). Si inizia in leggera discesa, si attraversa su ghiaia e si continua su sentiero abbastanza ripido ben segnato raggiungendo il tribulino della Guazza (bivacco “Ing. Baroncelli Dante”, possibilità di scaldare alimenti), segue in leggera ascesa verso destra la segnaletica. Raggiunta la baita bassa della Guazza, in piano, si giunge alla Conca della Montagnina dove si incrocia il sentiero n° 545 proveniente da Gandino e diretto alla Malgalonga. L’ultimo tratto in leggera salita, porta alla Capanna Ilaria (ruderi) e verso sinistra in vetta al Pizzo Formico, dove l’occhio spazia sull’altipiano di Elusone, la Media Valle Seriana e gran parte delle Orobie.  


SENTIERO N° 550

 

Albino – Selvino

Tempi di percorrenza: totale h 1,00

Albino (417 funivia) – Selvino (940) h 1,00

Il sentiero parte presso la funivia di Albino-Selvino. Inizialmente si sviluppa su strada asfaltata per circa un chilometro, fino alla chiesetta della Madonna della Neve del XV° secolo, con interessanti affreschi dei Marinoni. Il percorso prosegue per l’angusta valle dell’Albina, in zona boscata con rocce dolomitiche, profondamente incise. Interessanti le grotte sul versante sinistro, in cui sono stati trovati reperti preistorici (Bues de la Scabla e Paradis di Asegn). Il sentiero nella parte terminale si divide in due, il tracciato di destra si dirige verso Ama e si raccorda al sentiero n° 537, quello di sinistra sale nell’abitato di Selvino