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Affluente di sinistra dell’Adda, il
Serio nasce dalle cime delle Alpi Orobiche. E’ il lago Superiore
del Barbellino a raccogliere le acque di diversi torrentelli,
per poi riversarle in un vero fiume che percorre per
124 km la provincia di Bergamo fino a sfociare nell’Adda. Lungo
il suo corso sono nati numerosi paesi, magli e castelli, a
testimonianza della ricca storia della Valle Seriana.
Il TOPONIMO
Il nome Serio, assai antico, sicuramente preromano, il nome per
eccellenza: flusso, corrente, oppure cammina con l'acqua.
Lo stesso toponimo entra poi in diversa misura nei nomi di
alcuni paesi che attraversa (Villa di Serio, Cologno al Serio,
Seriate).
Il nome "Serio" passa anche alla roggia più
importante, la Roggia Serio (Fossatum Comunis Pergami) o passa
alla denominazione comune dei canali "seriole".
Il nome latino del Serio era Sarius, e il suffisso -us fu
un'aggiunta tipicamente latina. In un documento dell'anno 882,
si trova ancora il nome "Sarrio" (Tertia pecia ubi
dicitur Ad Sarrio apud ipso loco). L'alterazione dell' a in e,
Sar-Ser, è normale per l'influsso della r, e risale al basso
medioevo.
IL PERCORSO
Le carte topografiche indicano con il toponimo "sorgenti
del Serio", le pendici sud occidentali del Monte Torena a
circa 2.500 metri di quota in una zona impervia, priva di
sentieri, modellata dal ghiacciaio che nel Pleistocene qui aveva
la sua origine. Poche centinaia di metri più sotto, a
un'altitudine di 2.129 metri, vi è il lago Barbellino, che
raccoglie direttamente l'acqua di queste sorgenti
convenzionalmente identificate come punto di nascita del fiume.
Numerosi torrenti delle valli laterali concentrati tra
Valbondione e Ponte Nossa versano le loro acque nel Serio: sono
il Bondione, il Fiume Nero, il Grabiasca, il Goglio, l'Acqualina,
l'Ogna e il Riso, per non citare che i maggiori. Con la
confluenza del Riso, a valle di Ponte Nossa, terminano gli
apporti significativi di torrenti laterali e il Serio scorre
verso la pianura dove, attorno a Seriate, il suo letto si fa
molto largo e in gran parte asciutto. Qui dopo aver rifornito i
canali di derivazione, il fiume cede le acque che ancora gli
restano a un sottosuolo ghiaioso molto permeabile, andando ad
alimentare falde idriche sotterranee. In tutto il tratto di
pianura bergamasca, tra Seriate e Mozzanica, il Serio ha un
alveo "a trecce". Il suo letto, molto largo è
suddiviso in numerosi rami che si ricongiungono subito a valle,
isolando barre ghiaiose e sabbiose, ricoperte solo durante le
piene. All'uscita della provincia di Bergamo, l'alveo perde
questo aspetto e vi è un unico canale, spesso interessato da
meandri, fino allo sbocco in Adda, in località Bocca di Serio,
a sud di Crema. Dal cuore delle Alpi Orobie, in direzione di
massima Nord - Sud, fino alla sua foce nell'Adda, il suo corso
si estende per 114 chilometri. Allo sfruttamento delle acque per
usi irrigui e di forza motrice, iniziato secoli fa con
derivazioni di rogge, a partire dai primi decenni del XX secolo
si è aggiunto quello per usi idroelettrici.
"Ogne tace agn e
tace mìs ol Sère 'l va à mò in di so paìs"
"Ogni tanti anni e tanti mesi Il Serio torna ancora nei suoi
paesi"
Proverbio raccolto da A.Tiraboschi
HANNO SCRITTO:
"Tra monti nasce un fiume limpido et chiaro chiamato
Serio, che discendendo per la Valle Seriana viene fino alla
villa de Seriat discosta dui migli dalli borgi di Bergomo, et
continuando il corso va dalla parte di levante appresso le mura
di Crema, e di poi al loco detto Bocca di Serio discosto VII
miglia da quella fortezza entra nel Po".
Relazione del Capitano Pietro Pizzamano del 7 luglio 1560.
"Il Serio parimente non navigabile, scorrendo placidamente anco fra =
monti, è commodo a diversi usi, sicome al piano parimente, con
varij rivi adacqua i campi et li rende fertili...".
Relazione del Capitano Giovanni Renier del 21 settembre 1599.
"Vicino alla Valle di Scalve nel Comune di Bongione un
monte detto
Barblino, sopra 'l quale si vede un piccol laghetto chiamato
corettamente Zelto, ciò agghiacciato, perchè quasi sempre di
sopra via si trova tale; da questo esce il Fiume che chiamiamo
Serio, (...)
Non è perchè il Serio tanto superbo quanto il Brembo;
anzi siccome riceve volentieri, cosi largamente comparte le
ricchezze delle sue acque a beneficio universale(...) Sopra
tutti questi canali tanto nella Città, quanto per lo Territorio
sono innumerabili edificij, come molini, folli, tintorie,
raseghe, mallei, e simili".
Celestino Colleoni , "Historia Quadripartita di Bergamo", 1618.
"Il Serio nutre del pesce squisito, soprattutto delle
ottime trote; e somministra colle sue acque il mezzo di tradurre
da' monti più rimoti i tronchi degli alberi da costruzione e da
fuoco".
Giovanni Maironi Da Ponte, "Osservazioni sul Dipartimento
del Serio", 1803.
PER SAPERNE DI PIU'
Pino Cappellini, Tito Terzi, Il Serio, Editrice
Cesare Ferrari, Bergamo, 1985.
AA.VV.,
Il Fiume Serio, Atti del corso.... A cura di Lelio Pagani,
Provincia di Bergamo-Contributi allo studio del Territorio
Bergamasco IX, Bergamo, 1991.
AA.VV.,
Brembo e Serio, dalle Orobie al piano, Cattaneo Editore Oggiono,
Lecco, 1988.
Enzo
Valenti, Tito Terzi, Le incomparabili Cascate del fiume Serio,
Ferrari Editrice, Clusone, 1993.
Aldo
Quinto Lazzari, Mario Ronzoni, Viaggio in Valle Seriana, Luigi
Miglioni Editore, Bergamo, 1982.
Franco Irranca, La Media Val Seriana, breve viaggio nel mondo
della storia, della natura, dell'arte, del folklore e
dell'agriturismo, Edizioni Grafital / Comunit=E0 Montana Valle
Seriana, Torre Boldone, 1988.
AA.VV. Storia Economica e Sociale di Bergamo, I Caratteri
Originali della Bergamasca, Fondazione per la Storia Economica e
Sociale di Bergamo Istituto di Studi e Ricerche, Bergamo, 1994.
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