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“Così, ove sarian bastati a gloriare una città i Moroni e i Salmezza, i Fantoni e i Caniana, i Barzizza ed il Maj, vedemmo questa gente che beve aria montana dar savj alla mitra, alla porpora, al triregno e , ancor più, reliquie all’incenso degli altari; dar prodi grandeggiati sui campi di battaglia, né poltriti sui raccolti trofei; dar uomini laboriosi e svegli all’industria e al commercio; artisti di meccanica e d’architettura a congegnar orologi, a lanciar campanili, a disegnare e costruir le sue chiese; di pittura, di scultura, di tarsia e fregiarle; e in ciascun ramo di letteratura produrre uno stuolo di valorosi. Eran frutti copiosi di men aspra stagione. “ (Brasca , Una corsa in Val di Scalve e Val Seriana)
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