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Lungo
i sentieri delle nostre montagne
di
Giambattista Moroni
La
formica rufa merita di essere osservata nel suo incessante
lavoro per procurare cibo alle centinaia di migliaia di larve
che abitano il suo gigantesco nido; per nutrirle cattura
incredibili quantità di insetti, spesso particolarmente dannosi
per gli alberi del bosco, contribuendo così a mantenerlo in
buona salute.
Meritano di essere osservate con cura le farfalle, le più
vistose non passano certo inosservate, ma anche coleotteri,
grilli, cavallette, mantidi e soprattutto nei pressi dei
torrenti e delle pozze d’abbeverata, le libellule possono
essere un incontro interessante e i ragni.
Dove i torrenti conservano acque pulite possiamo osservare
ancora i gamberi e alcuni pesci; ci sono trote, sanguinerole e,
assai difficili da scorgere, gli scazzoni.
Sempre nei pressi dell’acqua potremo notare degli anfibi: le
rane, l’ululone dal ventre giallo anch’esso piuttosto raro e
il rospo comune che, come la salamandra pezzata si può trovare
anche lontano dall’acqua ma che si muove dai nascondigli quasi
solo di notte o dopo le piogge.
Altro anfibio della zona è il tritone crestato che popola le
limacciose pozze d’abbeverata, per vederlo bisogna attendere
che salga in superficie a respirare.
C’è anche un rettile legato agli ambienti umidi, è la biscia
d’acqua; tra gli altri serpenti possiamo incontrare il biacco,
frequente nelle zone assolate e lungo i muri a secco mentre il
colubro di Esculapio, il più grande dei nostri rettili,
frequenta soprattutto le zone boscate; anche la vipera, unico
rettile velenoso delle nostre montagne.
Non
è un serpente ma un sauro l’orbettino che come le lucertole e
i ramarri fugge frusciando tra le erbe quando gli arriviamo
appresso.
Alzando lo sguardo si possono spesso notare i rapaci più comuni
come i nibbi, le poiane e il piccolo gheppio che spesso, fermo
nel cielo, fa lo “spirito santo” scrutando fra l’erba alla
ricerca di piccoli rettili o di insetti; la comparsa della
maestosa aquila è invece meno frequente.
L’incontro con il corvo imperiale, un tempo assai raro, è ora
abbastanza facile, comuni sono le cornacchie grigie mentre le
ghiandaie, an ch’esse corvidi, non amano volare in spazi aperti
e
difficilmente si lasciano vedere ma rivelano la loro presenza
lanciando segnali d’allarme quando entriamo nel bosco.
Altri uccelli di grossa tagli sono la beccaccia, la pernice e il
fagiano.
Fra i rapaci notturni sono sicuramente presenti il gufo comune,
il barbagianni e la civetta; lasciano tracce evidenti della loro
presenza attraverso le borre, rigurgitando cioè le parti non
digeribili delle loro prede.
Il succiacapre, è specializzato nella cattura al volo degli
insetti della notte.
Alcuni comunque sono davvero singolari, è il caso del
rampichino e del picchio muratore che si muovono in cerca di
insetti lungo i tronchi degli alberi, il secondo trae il nome
dall’abitudine di restringere col fango l’ingresso del suo
nido.
Altro uccello assai curioso è il merlo acquaiolo che è
strettamente legato ai torrenti, nuota sopra e sott’acqua dove
si tuffa per catturare le sue prede, spesso nidifica dietro la
caduta d’acqua delle cascate.
Ci sono poi rondoni che sfrecciano presso le vette e le rondini
montane che nidificano sulle pareti inaccessibili dove, con un
poco di fortuna, può capitare di vedere un uccello stupendo che
vola come una farfalla sfoggiando penne nere bianche e rosse, è
il picchio muraiolo che proprio fra le rocce cerca gli insetti
di cui si nutre.
Tra i roditori vi sono la lepre e lo scoiattolo.
I roditori più piccoli, ghiro, moscardino quercino e i vari
topi campagnoli hanno abitudini prevalentemente notturne e
passano il giorno nei loro rifugi come fanno, fra gli
insettivori, il toporagno, il riccio e vari pipistrelli.
Talpe ed arvicole vivono in gallerie scavate nel terreno,
lasciando comunque tracce ben evidenti della loro presenza.
Anche i più grossi predatori; la volpe, la faina e il tasso
hanno abitudini prevalentemente notturne, lasciano comunque
tracce evidenti della loro presenza; la più piccola donnola
tra gli ungulati è relativamente abbondante il capriolo.
Vi è una presenza sporadica di camosci e cervi.
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