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ANDAR PER MONTI


 

Innumerevoli, nel territorio, sono le possibilità che si offrono agli escursionisti di effettuare percorsi nella bellezza e nel silenzio ritemprante della natura.

La pineta di Clusone, le abetaie del Pianone, di Falecchio, della Valle Sedornia, della Valcanale, del Passo Presolana e di Spiazzi di Gromo.

E poi le Piane di Lizzola, le cascatelle della Valle Sanguigno, le fresche rive del Serio e di tanti torrentelli, nelle cui acque si pescano le trote, sono solo alcune delle mete facilmente raggiungibili anche dalle famigliole. Una rete di mulattiere e di sentieri, solitamente numerati dal CAI, permettono poi escursioni più impegnative che consentono di raggiungere rifugi (Alpe Corte, Brunone, Coca, Curò, Barbellino, Olmo, Magnolini), laghi e vette delle Orobie.

Tra quelli più noti il "Sentiero delle Orobie", ideato dal CAI di Bergamo e regolarmente segnato, consente con un percorso di 80 chilometri da effettuarsi in più tappe, di portarsi da Valcanale di Ardesio al Passo Presolana, toccando i rifugi Alpe Corte, Laghi Gemelli, Fratelli Calvi, Brunone, Coca, Curò e Albani. Altro itinerario, tracciato dalla Comunità Montana, è il "Sentiero Alto Serio". Non si tratta propriamente di un nuovo percorso, ma di una serie di antichi sentieri e mulattiere che sono stati opportunamente collegati tra loro ad una certa quota. Ne è uscito un interessante itinerario, di circa 80 chilometri, che si snoda in alta Valle Seriana attraverso prati, boschi, pascoli e toccando i diversi paesi che sono ricchi di tradizioni, di storia e d'arte. Segnalato con apposita cartellonistica verticale e con segnavia costituiti da due bande bianche che ne racchiudono una verde, lo si può percorrere a piedi, a cavallo e in mountain bike. Chi lo segue può godere dei bei panorami e di grandi silenzi, può notare i segni lasciati un po' ovunque dalle attività vallive passate e attuali, può visitare i paesi dove gli è consentito di rifornirsi di cibo e pernottare.

Due sentieri consentono, in alta Valle Seriana, di ammirare la flora alpina orobica, che comprende parecchi endemismi: il "Sentiero dei fiori", in primo luogo, che inizia dal Lago Branchino e si inoltra poi in Valle Brembana, fino al rifugio "Capanna 2000", solcando i fianchi del Monte Arera.

Vi è poi l'"Itinerario Naturalistico", tracciato dal CAI di Bergamo che collega il rifugio A.Curò con il rifugio "N. Tagliaferri", in Valle di Scalve.

Altro sentiero infine, recentemente completato dalla Comunità Montana e dal CAI di Clusone, è quello denominato "Periplo della Presolana". Consente di effettuare il periplo di questa famosa montagna toccando i rifugi Albani e Rino Olmo. Si tratta si un itinerario in alcune sue parti difficoltoso, che richiede esperienza ed opportuna attrezzatura.

 

 


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