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Area Naturalistica "Prato Alto" FIUME SERIO - Ranica, Alzano Lombardo, Nembro IRON ROUTE - Le Vie dei Metalli Osservatorio Astronomico delle Prealpi Orobiche Val Vertova - Percorso naturalistico Programma di Sviluppo Turistico Valle Seriana Programma di Sviluppo Turistico delle Orobie Bergamasche |
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FIUME SERIO Ranica - Alzano Lombardo - Nembro
Ranica, Alzano Lombardo e Nembro, comuni della bassa Valle
Seriana, presentano in destra idrografica del fiume Serio, un
interessante territorio montano, vario, ricco di verde e di
Il rilievo si organizza intorno ai
massicci del Colle di Ranica (m 726), del Canto Alto (m 1146),
della Corna Bianca (m 1229), delle Podone (m 1227) e del Monte
Purito (m 1136) ed è solcato dai torrenti Nesa, Luio e Carso
che, affluendo nel Antiche mulattiere si snodano sinuose lungo i versanti e, numerosi sentieri, cavalcano crinali e creste; questa fitta rete viaria permette all'escursionista di conoscere oltre 100 milioni di anni di storia geologica, e la più recente storia dell'uomo. Passeggiando si incontreranno cascate, marmitte, sorgenti pietrificanti e numerose grotte e si percorreranno le antiche tracce delle vie di comunicazione e di commercio che, durante il tardo Medioevo e i secoli successivi univano la Valle Seriana Inferiore con Selvino, la Valle Serina e la media Valle Brembana, per poi proseguire verso la Valtellina ed i Grigioni. Attraversando boschi e pascoli si possono ancora visitare gli antichi insediamenti rurali e i centri tardo-medievali e cinquecenteschi di Olera, Monte di Nese, Lonno e Salmezza che conservano ancora oggi preziose tracce di un passato non ancora dimenticato.
LA VIA MERCATORUM
La Via Mercatorum (così
indicata negli scritti di autori ottocenteschi) è una strada di
età
Nel suo tratto iniziale, diversamente dalla Strada Priula, la Via Mercatorum non imboccava la bassa Valle Brembana, il cui transito era impedito dalla forra in corrispondenza di Botta di Sedrina (ostacolo superato solo con la costruzione della Priula), ma risaliva la bassa Valle Seriana al valico di Selvino e proseguiva in quota, nel territorio compreso tra le due valli fino a Serina e a Dossena, raggiungendo il fondovalle brembano solo a monte di San Giovanni Bianco.
I DOCUMENTI PIU' ANTICHI CHE INDICANO LA VIA MERCATORUM Il più antico documento comprovante l'esistenza di una strada che risaliva in direzione di Selvino entro l'area dei Comuni di Nembro, Alzano Superiore e Inferiore e Nese (per viam antiquam de Selvino), risale al 1248 ed è contenuto in Statuta Civitatis Bergomi. Un altro importante documento, ritrovato nell'archivio comunale di Algua, contiene la trascrizione di un atto notarile del 1392 che cita una viam mercadanti (è questa l'unica conferma documentaria della presenza in epoca medievale dell'appellativo "via dei mercanti" nel territorio considerato, non essendo più reperibile il documento del 1509 menzionante la "via mercatorum" citato dagli autori dell'ottocento). Inoltre l'atto notarile noto come Calcato di Nembro (anno 1445), stila l'elenco delle strade di Nembro, e cita almeno due strade dirette a Serina, una delle quali passante per Lonno. Per la manutenzione della strada da Lonno a Serina venivano tassati diversi comuni (documento del 1582).
LA MEMORIA NEI LUOGHI E NEI MANUFATTI: I PERCORSI DEL VERSANTE SERIANO Di questi antichi tracciati si può constatare la permanenza nel tempo attraverso il confronto con la cartografia, le mappe catastali e gli elenchi delle strade dell'ottocento. I percorsi lungo le direttrici attribuibili alla Via Mercatorum nel tratto compreso tra la Valle Seriana e il Cornello dei Tasso, si estendono per oltre 70 km.
Nonostante la parziale
sovrapposizione con la viabilità moderna almeno la metà dei
percorsi storici mantiene caratteristiche di sentieri e
mulattiere localmente ben preservati e spesso tuttora in uso per
il transito pedonale. Nell'area compresa tra il fondovalle
seriano e l'altopiano di Selvino i percorsi riferibili alla
Via Mercatorum insistono su due principali direttrici
viarie: quella facente capo a Lonno come nodo centrale e
comprendente i tracciati Alzano-Lonno, Nembro Altri percorsi storici sono individuabili negli attuali sentieri escursionistici presenti nel territorio. Questi non sono direttamente identificabili come tracciati della più famosa Via Mercatorum, ma hanno comunque svolto un ruolo assai importante come vie di comunicazione tra la bassa Valle Brembana e la Valle Seriana, collegando tra loro le piccole frazioni sparse sul territorio, alcune delle quali vantano origini molto antiche, come Olera, Salmezza, Burro, Brumano, Monte di Nese.
LA GEOLOGIA
In base alle caratteristiche
geologiche, il territorio in esame può essere suddiviso in due
aree distinte: il fondovalle e i versanti dei rilievi montuosi.
Il fondovalle è occupato da sedimenti deposti dal fiume Serio in
circa 2 milioni di anni; in questo tempo si sono susseguiti
cicli di
Un discorso a parte meritano i depositi lacustri di Ranica (argille e limi) che, per lungo tempo sono stati estratti per la fabbricazione di laterizi. In questi pochi metri di sedimenti si sono trovate le tracce di significative variazioni climatiche verificatesi circa un milione di anni or sono e alcuni resti fossili di Alce dalla fronte ampia (Cervalces latifrons), una specie di alce oggi non più vivente. Durante lo scavo di vari pozzi per l'acqua, ad Alzano Lombardo e Nembro, sono state intercettate decine di metri di argille fossilifere e di resti di organismi che testimoniano la presenza del mare (depositi marini). Sui versanti la situazione è completamente diversa, appena sotto il suolo, in genere di spessore limitato, affiorano rocce di origine marina formatesi in epoche molto remote e deformate durante le fasi di innalzamento della catena alpina. Queste rocce costituiscono l'ossatura del territorio e sono quasi sempre molto tenaci. La prova della loro origine marina è data dai fossili, alcuni visibili ad occhio nudo, la maggior parte solo con il microscopio. Molte di queste rocce sono state utilizzate dall'uomo per costruire e per produrre calce e cemento.
LA VEGETAZIONE La vegetazione del territorio della bassa Valle Seriana è particolarmente diversificata. Al suo interno si sono riscontrati numerosi tipi di boschi e di praterie. I caratteri ambientali che determinano questa situazione sono principalmente: suoli (fortemente influenzati dal substrato pedogenetico e dalla giacitura dei versanti), morfologia locale, quota e assolazione.
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LA FAUNA GLI INVERTEBRATI Nei corsi d’acqua, in particolare nelle zone distanti dai centri abitati, per esempio lungo il torrente Nesa in corrispondenza di Burro-Brumano e nella parte mediana del torrente Carso, vivono singolari e affascinanti creature che si nascondono tra i sassi e sotto le pietre, la maggior parte delle quali sono larve di insetti tra cui in abbondanza tricotteri, efemerotteri e plecotteri. Questi animali sono considerati “indicatori biologici”, ovvero la loro presenza è indizio di acque pure e non inquinate. Nelle acque correnti si può trovare anche il Gammarus, piccolo gamberetto dal corpo compresso lateralmente (dimensioni 10 mm), accompagnato a volte dal gambero di fiume (Astacus astacus), di dimensioni maggiori (80-120 mm). Nei prati si può osservare un’infinità di insetti floricoli: ditteri, imenotteri, ortotteri, lepidotteri e coleotteri. A seconda delle stagioni, la cicindela (Cicindela campestris), il cervo volante (Lucanus cervus) e il cerambice della quercia (Cerambyx cerdo), divenuto oggi assai raro. Vi sono poi forme animali che vivono nascoste nel buio delle grotte frequenti sui monti tra Ranica e Nembro; fra questi si segnala un ragnetto endemico, con occhi ridotti, conosciuto per ora solo nella grotta Lacù di Casai, sui colli di Alzano Lombardo, il Troglohyphantes comottii.
GLI ANFIBI Gli anfibi, pur conducendo gran parte del loro ciclo vitale lontano dall’ambiente acquatico, sono costretti a ritornarvi per riprodursi; le loro uova e le larve che ne nascono devono restare immerse nell’acqua per non disidratarsi finché non hanno raggiunto lo stadio di adulto. Risultano pertanto ideali per la loro riproduzione gli ambienti umidi, in particolare le pozze con acqua ferma dei torrenti Diebra, Nesa e Carso, ma soprattutto le pozze collinari create per abbeverare il bestiame (Spiazzi di Monte di Nese, Salmezza). Con la riduzione delle attività silvopastorali queste piccoli bacini artificiali non sono stati più arginati e rischiano di scomparire. La carenza di ambienti idonei per la riproduzione degli anfibi può mettere a rischio la sopravvivenza di alcune specie. A quote basse (300-500 m) sono diffusi la rana verde (Rana esculenta), il rospo comune (Bufo bufo), il rospo smeraldino (Bufo viridis) e la raganella (Hyla intermedia). Salendo fino agli 800-1000 m, incontriamo la rana agile (Rana dalmatina), la rana di Lataste (Rana latastei) e la salamandra pezzata (Salamandra salamandra). Nelle pozze per abbeverare il bestiame del Monte di Nese e dei dintorni di Salmezza, si può osservare il tritone crestato (Triturus carnifex), di cui in primavera si ammira la stupenda livrea nuziale del maschio. L’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), simile a un piccolo rospo, con il ventre vistosamente giallo e blu, è confinato nelle “zone umide” poste alle quote più elevate del territorio considerato.
I RETTILI Gli ambienti ben soleggiati, diffusi sui versanti con esposizione meridionale nei territori presi in considerazione, rappresentano l’habitat di vita di un discreto numero di specie di rettili. Tra i sauri segnaliamo l’orbettino (Anguis fragilis), la lucertola muraiola (Podarcis muralis) e il ramarro (Lacerta bilineata). È con rammarico che bisogna segnalare ancora esemplari di quest’ultima specie bastonati e uccisi sui nostri sentieri, solo perché questo sauro si ferma spesso a guardarci e non sempre fugge via rovinosamente. Anche i colubridi vengono purtroppo metodicamente uccisi. Il biacco o colubro verde giallo (Hierophis - ex Col uber - viridiflavus), il colubro d’esculapio (Elaphe longissima) e la biscia dal collare o biscia d’acqua (Natrix natrix) sono diffusi a ogni quota altimetrica sui monti della bassa Valle Seriana e sono specie del tutto innocue. Si nutrono di insetti, micromammiferi e altri animali. Merita attenzione e prudenza l’eventuale incontro dell’aspide (Vipera aspis) durante le escursioni sui sentieri soleggiati del Monte di Nese, Lonno e Piazzo, perché il morso è doloroso e velenoso. Si distingue facilmente dagli altri serpenti innocui prima citati per il tronco tozzo (lunghezza totale massima 60 cm), coda piuttosto breve e capo cuoriforme, ben distinto dal tronco.
GLI UCCELLI Numerosi uccelli allietano con il loro canto le nostre passeggiate nei boschi. Alcune specie sono stanziali cioè presenti lungo tutto l’arco dell’anno, altre nidificano durante la primavera e l’estate e in autunno si spostano verso paesi più caldi, altre ancora sono di passaggio, cioè sostano solo per un breve periodo di tempo durante la loro migrazione. Nelle aree indisturbate (M. Zuccone e Valtrusa) possiamo sentire il tambureggiare del becco del picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) che percuote i tronchi degli alberi, intento a cercare sotto la corteccia le larve di insetti di cui si ciba. Lungo il fiume Serio e nel settore inferiore dei nostri torrenti si osserva con una certa frequenza l’airone cenerino (Ardea cinerea). I rapaci presenti nel territorio meritano una particolare protezione: la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus) e, con abitudini notturne, la civetta (Athene noctua), il barbagianni (Tyto alba), l’allocco (Strix aluco) e il maestoso gufo reale (Bubo bubo). Un esemplare di questa stupenda specie è stato trovato morto per folgorazione dei cavi elettrici nel dicembre 2002 presso Trevasco.
I MAMMIFERI Il moscardino (Muscardinus avellanarius), il ghiro (Glis glis) e lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) sono graziosi roditori diffusi un po’ ovunque nel territorio della bassa Val Seriana. Il moscardino predilige boschi ricchi di cespugli dove costruisce il suo nido e dove è abbondante il nocciolo di cui è particolarmente ghiotto. Il riccio (Erinaceus europaeus) è un piccolo mammifero che si nutre prevalentemente di insetti: è un valido alleato nella lotta contro le specie nocive alle colture. Il toporagno d’acqua (Neomys fodiens) vive lungo le rive dei corsi d’acqua ricche di vegetazione e si nutre soprattutto di larve di insetti e altri invertebrati che cattura sia in acqua che sulla terraferma. È un insettivoro piuttosto raro, rinvenuto diversi anni fa nella valle del Carso. Non facilmente osservabili per le loro abitudini crepuscolari o nottune sono la donnola (Mustela nivalis), la faina (Martes foina) e il tasso (Meles meles). Un esemplare di tasso è stato rinvenuto morto, investito da un auto, nel 2003 presso San Vito e un secondo esemplare nel 2004 lungo la strada per Lonno. Completano questa rassegna, la volpe (Vulpes vulpes) e, in questi ultimi anni, il capriolo (Capreolus capreolus). |
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